Migranti uccisi a bastonate prima della partenza COMMENTA  

Migranti uccisi a bastonate prima della partenza COMMENTA  

Ucciso a bastonate e gettato in mare perché si era alzato in piedi senza permesso. Sempre più scioccanti le rivelazioni che emergono dall’inchista avviata dalla Procura di Catania all’indomani del naufragio che al largo del Canale di Sicilia è costato la vita a quasi 800 migranti.

Tra le carte dell’indagine si legge che sul peschereccio della morte sarebbero stati “picchiati selvaggiamente con dei bastoni perché non obbedivano agli ordini dei trafficanti.

Le bastonature avrebbero provocato alcuni decessi, altri sarebbero morti di stenti”. In particolare, un ragazzo sarebbe stato colpito a morte nelle acque libiche, a bordo del gommone che stava raggiungendo il peschereccio maledetto: sua colpa, essersi mosso senza il permesso degli scafisti-schiavisti.

Di questi, due sono nelle mani della giustizia italiana: un cittadino tunisino e uno di nazionalità siriana. Del secondo uomo, sempre secondo la Procura siciliana, “molti dicono che faceva eseguire gli ordini del comandante, che faceva uso di un telefono satellitare per mantenere i rapporti con l’organizzazione libica in almeno in un paio di circostanze, tra cui una nella fase di avvistamento del mercantile portoghese”.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*