Migranti, vertice a Bruxelles: Renzi ottimista, Tusk no

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Migranti, vertice a Bruxelles: Renzi ottimista, Tusk no

Passato il G7, dal quale per l’Italia non sono arrivate affatto buone notizie, ora c’è un’occasione importante per ridiscutere la politica europea nella gestione dei migranti.

È il vertice di Bruxelles, aperto ieri, arrivando al quale il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è detto “molto ottimista che l’Italia possa far sentire insieme la propria voce”.

“Vediamo come sarà concluso l’accordo” ha proseguito Renzi,.”finora c’è stato un buon lavoro. Questo è quello che abbiamo cercato di fare anche oggi, riunendo sindaci e presidenti delle Regioni. Non è più un tema dell’Italia o del Mediterraneo, ma di tutta l’Europa”, “ci sono tante possibilità in questa discussione. Qualcuno pensa che si possa fare costantemente campagna elettorale. A me interessa difendere l’Italia e gli italiani e questo deve essere l’obiettivo, indipendentemente dal colore politico”.

Parole che rivelano e ispirano fiducia, in una sede in cui l’Italia dovrebbe cercare di rendere assodato il principio della cooperazione nell’accoglienza e, ancor meglio, di ridiscutere (almeno in parte) le procedure degli accordi di Dublino, in base alle quali i paesi in cui avviene lo sbarco devono accollarsi per intero tutte le procedure di identificazione, prima accoglienza e verifica dei requisiti dei richiedenti asilo politico.

Le considerazioni espresse dal Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, però, sembrano già dare una risposta ad ogni aspettativa.

Nell’ammettere in primis che “non c’è consenso tra gli Stati membri per le quote obbligatorie”, Tusk ha lanciato una previsione per nulla rosea, e cioè che “ci vorrà molto tempo per costruire un nuovo consenso sull’immigrazione”, perciò “la nostra priorità dovrebbe essere quella di contenere l’immigrazione illegale”, “tutti quelli che non hanno il diritto di chiedere asilo, non avranno la garanzia di restare in Europa: solo con questo messaggio, possiamo fare progressi reali sulla redistribuzione dall’Italia e dalla Grecia”.

Tornano alla mente le parole del premier inglese Cameron che, a fronte degli episodi di Calais, lamentava qualche giorno fa l’inefficienza del sistema di verifica dei requisiti dei richiedenti asilo.

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