Milan, closing col contagocce: versata la “caparra” della terza caparra COMMENTA  

Milan, closing col contagocce: versata la “caparra” della terza caparra COMMENTA  

Milan, closing col contagocce: versata la "caparra" della terza caparra
Milan, closing col contagocce: versata la "caparra" della terza caparra

L’interminabile closing del Milan procede a spizzichi e bocconi. È stata appena versato un acconto della terza caparra. No, non è una barzelletta.

Se non fosse perchè si tratta di un argomento di fondamentale importanza per il club rossonero e se non stessimo parlando della trattativa per il futuro della gloriosa società, questa infinita storia del closing del Milan potrebbe spensieratamente trasformarsi in una simpatica barzelletta. Gli ingredienti, del resto, sembrano esserci davvero tutti. Ecco l’anziano italiano super ricco, i cinesi, le caparre, gli acconti e gli accordi economici più o meno attendibili. Nulla da ridere, purtroppo. I tifosi rossoneri hanno solo di che piangere. Perchè tutti questi elementi fanno parte di un lungo e interminabile copione chiamato a dover decidere le sorti dello stesso Milan. Possibilmente a breve termine. Ma il concetto di “breve”, in questi ultimi tempi, pare aver mutato il proprio originario significato.


Ci troviamo davanti all’infinita storia del closing la quale, proprio ieri, si è arricchita di una pagina nuova. Pare che i cinesi in questione abbiano versato altri 30 milioni, di quei famigerati 100 previsti per la terza caparra, e subito dopo i 20 che hanno raggiunto le casse Fininvest nei giorni scorsi. Una mossa ritenuta, dagli stessi vertici della Fininvest, abbastanza sufficiente per concedere un’ulteriore proroga del closing. Questo, al momento, è stato fissato entro la metà del prossimo mese di aprile. Inoltre, i cinesi avrebbero offerto alla holding della famiglia Berlusconi anche alcune garanzie per gli altri 50 milioni restanti e necessari a raggiungere quota 100.


Lo ribadiamo: se non fosse un argomento serio, anche quest’ultima mossa andrebbe annoverarta tra i colpi di scena di una simpatica gag. Immaginate un numero imprecisato di cinesi che si arrabattano lungo tutta la Cina a raggranellare gli ultimi soldi per soddisfare le richieste dell’anziano italiano iper-ricco intenzionato, suo malgrado, a vendere un pezzo della sua storia personale e familiare? Barzelletta conclusa.


Quanto sta accadendo al Milan è al limite del paradosso. Fininvest ha deciso di accettare la proroga del closing. E lo ha fatto pur dopo aver testato, sulla propria pelle e nelle proprie casse, le difficoltà della cordata cinese nel trovare tutti i fondi da versare per l’ultima caparra. E soprattutto facendo credere a tutti i tifosi rossoneri che questi stessi cinesi, entro il 14 aprile prossimo, verseranno i 270 milioni di euro per completare l’acquisto della società. Uno scenario surreale. Perchè se questi stessi cinesi avessero davvero avuto la disponibilità economica che sostengono di possedere, al punto da essere considerati come interlocutori affidabili, di certo questa infinita trattativa sarebbe stata già chiusa. E non regge nemmeno la storia del blocco degli investimenti all’estero imposto dal Governo cinese. Perchè i soldi, guarda caso, stanno uscendo proprio dalla stessa Cina.

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Perchè non tentare di dare una lettura positiva alla vicenda? Che senso ha continuare a sborsare caparre se poi non si chiude l’affare? Sarebbe una scelta controproducente e quasi masochista, da parte degli investitori cinesi. A meno che, in un ipotetico dietro le quinte, non si nascondano altri tipi di valutazioni. Valutazioni che noi comuni mortali, ovviamente, ignoriamo. Ai tifosi rossoneri non resta che attendere. Attendere. Attendere. A forza di caparre di caparre di caparre, quel 14 aprile dovrà pur arrivare…

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