Milan, è crisi nera ma la dirigenza conferma la fiducia a Mihailovic COMMENTA  

Milan, è crisi nera ma la dirigenza conferma la fiducia a Mihailovic COMMENTA  

E’ buio profondo per il Milan di Mihailovic che collassa di fronte ad un Napoli, ormai diventata una macchina di calcio e di reti inesauribile. I partenopei, rianimati dalla cura di Sarri, rifilano un poker ai rossoneri che non ammette repliche, mettendo a nudo tutti i difetti di una squadra, ancora in preda ai fantasmi del recente passato. I numeri sono eloquenti e riflettono in modo evidente come l’approdo di Mihailovic non ha portato alcun beneficio, dopo l’esonero di Inzaghi.

Anzi il precedente tecnico a questo punto della stagione vantava ben 5 punti in più rispetto al successore. E subito è partito il processo dei tifosi al nuovo tecnico e ai giocatori, dopo una campagna acquisiti sontuosa, quantomeno per le spese sostenute.

Gli oltre 80 milioni di euro spesi sul mercato non hanno di fatto reso la squadra più concreta e solida. La difesa è ancora un colabrodo con De Sciglio e Rodrigo Ely, completamente in balia dei rispettivi avversari e incapaci di opporsi alla disfatta. Anche il tandem offensivo pare ancora privo di quel mordente e di quella personalità che il Milan necessita in zona gol per concretizzare la mole di lavoro del centrocampo. Montolivo è ancora un oggetto misterioso, mentre Bertolacci tra infortuni e prestazioni deludenti sta dimostrando di non valere la cifra ingente spesa per l’intero cartellino.

Mihailovic, stando a quanto trapela da indiscrezioni dell’ultim’ora, non rischia ancora la panchina, ma eventuali sconfitte nelle prossime gare potrebbero determinare un cambio della guardia.

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Il Napoli ha affondato come lama sul burro i propri attacchi, mettendo in ridicolo la retroguardia spaesata, incapace di opporre la benchè minima resistenza allo strapotere fisico e tecnico di Insigne e Higuain.

Difetti già visti nel recente passato, che sembravano essere stati corretti con l’innesto di uomini nuovi, ma San Siro che si svuotava alcuni minuti prima della fine del match ha già sentenziato il fallimento di un mercato tanto pretenzioso quanto inconcludente.

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