Milan generoso, brutta Juve: a San Siro finisce 1-0 per i rossoneri

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Milan generoso, brutta Juve: a San Siro finisce 1-0 per i rossoneri

La Juve vede infrangersi la propria imbattibilità esterna, che durava dal maggio 2011, perdendo per 1-0 contro un Milan ordinato e volitivo. Decide un rigore, molto dubbio, di Robinho al 30′ del primo tempo. Si tratta della seconda sconfitta in campionato per la capolista, dopo quella rimediata a Torino contro l’Inter, che ora ha l’occasione di accorciare a -1 sui bianconeri, qualora dovesse vincere domani a Parma. Il Milan, già galvanizzato dal passaggio del turno in Champions ottenuto mercoledì scorso, rimpolpa una classifica che ora si fa meno allarmante: agganciata l’Atalanta a quota 18, il terzo posto del Napoli è ora a 9 punti, un distacco ancora cospicuo, ma che l’iniezione di fiducia di stasera renderà più facile colmare.

Sotto lo sguardo del grande ex Van Basten, presente allo stadio per il ventennale del suo formidabile poker di gol contro il Goteborg, nell’annata di grazia ’92, gli uomini di Allegri sfoderano forse la prestazione più convincente di questo inizio stagione.

Solido in difesa, con uno Yepes arrembante e un Mexes in forma strepitosa, dopo l’euro-gol contro l’Anderlecht, e a centrocampo, dove De Jong vince molti contrasti e Montolivo, stasera capitano, lotta come un leone, spesso solo in mezzo a tre-quattro avversari, il Milan vince però la partita soprattutto grazie all’ottima prestazione dei due laterali: De Sciglio contiene alla grande Asamoah, straripante nelle ultime partite, e si propone con costrutto in avanti, sfoderando buoni cross e andando pericolosamente al tiro al 4′; Constant è invece implacabile nella marcatura prima su Isla, apparso in pessima forma, e poi sui più vivaci Padoin (subentrato al cileno nel secondo tempo) e Pogba, anche se assai più impreciso nel giocare palla. Anche i tre davanti ci mettono del loro, trovando, specie nel primo tempo, buoni fraseggi, che si traducono in un’occasione per Boateng, imbeccato da Robinho, al 13′ e in numerose punizioni al limite, provocate dal dinamicissimo El Shaarawy.

Il Piccolo Faraone non trova stasera la via del gol, ma si segnala per abnegazione nei ripiegamenti difensivi e per la rapidità con cui avvia il contropiede.

Se i rossoneri hanno brillato per dedizione e animus pugnandi, gli juventini sono invece apparsi appannati, specie in uomini chiave come Vidal, spesso impreciso, Pirlo, meno ispirato del solito, e Vucinic, che, dopo 80′ minuti con troppi leziosismi a vuoto, si accende solo nel concitato finale. I più in difficoltà sono stati Isla, del tutto annullato da Constant e sostituito nella ripresa da Padoin, e Asamoah, che ha trovato nel giovanissimo De Sciglio pane per i suoi denti. Dopo un primo tempo sonnolento, la Juve ha cercato di dare una svolta alla sua partita nella ripresa, nella quale ha attaccato con una certa continuità, creando però forse una sola occasione limpida, allorché all’85’ il tiro ravvicinato di Vucinic veniva respinto provvidenzialmente da Constant.

Al di là però dei rispettivi meriti e demeriti delle due compagini la partita alla fine è stata risolta nell’arco di un minuto nel primo tempo, il 30′, sessanta secondi nei quali è andato in scena il peggio che la serata ha offerto: sul buon cross di De Sciglio dalla destra Nocerino, in posizione favorevole, cicca malamente di testa il pallone, il quale carambola sul corpo del malcapitato Isla; sebbene il replay indichi chiaramente che la sfera ha colpito la schiena del cileno, l’arbitro Rizzoli prende un abbaglio considerevole e decreta rigore per un ipotetico fallo di mano; sul dischetto si presenta Robinho e già dalla rincorsa troppo corta si capisce che il suo non sarà un gran penalty; e infatti il brasiliano incrocia abbastanza debolmente rasoterra, senza angolare granché, Buffon intuisce e riesce a toccare la palla, ma non può evitare che essa finisca beffardamente in fondo al sacco.

Un golletto su rigore molto probabilmente inesistente, ma quanto basta per regalare ai rossoneri una serata di gloria dopo le tante recenti delusioni.

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