Milano, Bersani spara a zero contro Renzi

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Milano, Bersani spara a zero contro Renzi

Infuria la polemica all’interno del Partito Democratico in occasione della festa dell’Unità di Milano.
Ad alzare i toni, dopo che nei giorni scorsi ci aveva pensato l’ex numero uno del Pd D’Alema, è stato – un po’ a sorpresa – l’ex segretario Pierluigi Bersani.
Dal palco della festa allestito per dibattiti e discorsi, Bersani, con al fianco il renzianissimo ministro per le politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, ha iniziato prendendola alla larga, parlando di riforme costituzionali.
Poi ha affondato il colpo, quasi all’improvviso, passando dall’esprimere un generico e più che lecito disaccordo con l’operato dell’esecutivo alle motivazioni della sua convinzione: Bersani non concorda con Renzi “perché viene fuori l’uomo solo al guinzaglio, che sembra sia al comando ma è alle dipendenze di chi ha le risorse economiche di finanziare il sistema dell’informazione“.
Una frecciata niente male, ma è solo l’inizio, perché “Renzi fa il segretario e il capo del governo” ha voluto aggiungere Bersani “Come segretario deve trovare la sintesi nel Pd, non trovare i voti dei transfughi.

Come capo del governo deve tener presente la maggioranza, non imporre diktat. Lui tira dritto, ma da che parte? Il bicameralismo va superato allora piuttosto che la sua confusione farei un emendamento con scritto “Aboliamo il Senato” e se mai correggiamo la legge per la Camera”.
Martina non è riuscito a nascondere l’imbarazzo, nemmeno si trovasse in presenza di un anziano parente un po’ rincitrullito, ma alla fine ha trovato il modo di controbattere, con ottime parole – eppure sembrando lui per primo poco convinto – che nel Pd non ci sono posizioni così estreme da non poter essere discusse e ricomposte.
“Una soluzione si trova” è stata la risposta di Bersani “anche perché il vero problema è il lavoro e non è il Jobs act che lo crea. Dico tre volte no a una scissione, ma c’è gente che pensa che la stiamo portando da un’altra parte, fuori dal centrosinistra alternativo alla destra. Detto ciò, non vorrei che le mie figlie vivessero in un paese che assomigli a brutte democrazie“.

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