Milano, le difficoltà del Consiglio sulle unioni civili. Spaccatura cattolica all’interno del Pd COMMENTA  

Milano, le difficoltà del Consiglio sulle unioni civili. Spaccatura cattolica all’interno del Pd COMMENTA  

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia

MILANO – Quella di oggi si preannuncia una serata molto lunga per il Consiglio comunale di Milano, all’insegna del dibattito ad oltranza. Il tema è di quelli più spinosi, l’approvazione della delibera sul registro delle unioni civili, e gli emendamenti da esaminare sono ben 74.

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La deliberazione è resa difficoltosa non solo dai contrasti tra i vari partiti, ma anche, e soprattutto, dalle resistenze interne alle stesse forze politiche, Pd e Pdl su tutti.

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I quattro esponenti cattolici del Partito Democratico hanno minacciato un voto contrario, in quanto ritengono che la delibera possa essere un viatico per legittimare in futuro i matrimoni omosessuali. Lo ha confermato lo stesso vicepresidente del consiglio, Andrea Fanzago al quotidiano on line, Affaritaliani: «Vogliamo che il sindaco ci dia le garanzie che le modifiche che verranno apportate al testo non siano un preambolo per i matrimoni gay». La capogruppo Pd, Carmela Rozza, comunque, si dimostra fiduciosa nel buon esito della votazione: «Credo che oggi non ci saranno voti contrari all’interno della maggioranza».


Dall’altra parte della barricata, invece, a tener banco è l’emendamento della componente laica del Pdl, firmato dal coordinatore cittadino  Giulio Gallera. I pidiellini laici hanno confermato di votare a favore del testo solo nel caso in cui venga eliminato il riferimento alla “famiglia anagrafica” e sia istituito un registro alternativo dedicato solo alle unioni civili tra coppie eterosessuali e omosessuali.

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Insomma, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia (nella foto), dovrà fare i conti con una situazione quanto mai complessa. Il polso fermo, comunque, non gli manca, come ha testimoniato la sua risposta alle pressioni della Curia: «Così come rispetto le decisioni della Curia in campo religioso, credo che la Curia debba rispettare le decisioni del consiglio comunale. Ognuno ha il proprio ruolo».

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