Milano, Nerone al Teatro Manzoni

Cronaca

Milano, Nerone al Teatro Manzoni

“Nerone racconta la nostra storia, quella dell’Occidente. Parlare di lui significa parlare di noi. Lo spettacolo è nato da un’idea di Pietrangelo Buttafuoco che mi consigliò di leggere il libro di Massimo Fini e rivalutare così un imperatore calunniato dalla storia”. A parlare è Edoardo Sylos Labini, regista, produttore e interprete di Nerone, duemila anni di calunnie, in scena al Teatro Manzoni di Milano dal 4 al 16 maggio. Uno spettacolo che “s’inserisce in un percorso che ha già visto gli spettacoli su Marinetti e il Futurismo e su D’Annunzio e che nell’ottobre di quest’anno, in coincidenza con il centenario della Prima guerra mondiale, porterà a La Grande guerra di Mario, un testo ispirato al film di Mario Monicelli”.
La drammaturgia del testo è di Angelo Crespi, che ha lavorato sull’omonimo libro di Massimo Fini. In scena con Sylos Labini anche Sebastiano Tringali, Dajana Roncione, Giancarlo Condé, Gualtiero Scola, Fiorella Rubino, il dj e mimo Paul Vallery, gli allievi attori di Adiacademy.
“Nerone – ricorda Fini – creò la burocrazia imperiale, quella su cui l’Impero romano si resse fino alla fine, adottò una politica che ora si direbbe keynesiana abolendo le tasse indirette e promuovendo le opere pubbliche finanziate dallo Stato.

Fu una persona avida di piaceri, che allo spettacolo della politica preferì quello del teatro e alla gloria della prima quella del secondo. Le élite economiche e intellettuali del tempo lo osteggiarono, costringendolo alla fine al suicidio”.

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