Milano, caso Pelledoca, il proprietario: “Chiusi ingiustamente”

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Milano, caso Pelledoca, il proprietario: “Chiusi ingiustamente”

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Rudy Beffa, proprietario del locale Pelledoca di Milano è stato raggiunto dai nostri microfoni in seguito alla chiusura del suo locale: "Un'ingiustizia"

Il Questore di Milano ha dato una stretta alla vita notturna del capoluogo lombardo. Nell’ultima settimana sono state sospese le licenze a quattro locali meneghini e a uno di Bareggio: il Sio Cafè, il Pelledoca e l’Amaranta Club. Chiusa anche la sala giochi situata in via Venini e un kebab di Bareggio. I motivi delle sospensioni sono vari: spaccio, risse, stupri e traffico di droga.

Il Sio Cafè è stato sospeso per 20 giorni in seguito ad un episodio violento avvenuto al suo interno. L’armata Club ha ricevuto una sospensione di 15 giorni per una rissa scoppiata al di fuori del locale il 27 marzo scorso. La sala giochi milanese rimarrà chiusa 7 giorni in seguito ad episodi legati allo spaccio. Per la stessa motivazione è costata la sospensione del kebab di Bareggio.

Il Pelledoca di Milano rimarrà chiuso 15 giorni per episodi violenti avvenuti, secondo le ricostruzioni del Questore di Milano, al di fuori del locale.

Ruby Beffa non ci sta. Il proprietario del music restaurant situato nel parco Forlanini di Milano è stato intervistato dai microfoni di Notizie.it in seguito alla chiusura di 15 giorni del suo locale.

Rudy Beffa nega tutto e parla di “chiusura ingiusta e senza motivazione concreta”. Ecco cosa ci ha raccontato.

L’intervista a Rudy Beffa, proprietario del Pelledoca

Il Questore di Milano ha chiuso molti locali, cos’è successo?

“E’ arrivato un avviso di chiusura inaspettato. Sono successi due fatti solamente nell’arco di un anno, l’ultimo dei quali risalente a gennaio. Al di fuori dal locale due o tre poliziotti che avevano bevuto un pò troppo sono stati accompagnati fuori dal Pelledoca. Poi quello che succede fuori dal mio locale io non posso controllarlo. Ho una società di sicurezza che pago per controllare quello che succede al di fuori del locale. La responsabilità è del service di sicurezza che doveva gestire meglio la situazione, non del Pelledoca.

Non ho mai avuto nessuna denuncia di droga o di fatti di ndrangheta. Io sono incensurato e non ho mai avuto problemi con la giustizia. Non riesco a capire perchè devo stare chiuso 15 giorni”.

Quale potrebbe essere la soluzione per impedire aggressioni e spaccio nelle discoteche?

“Oltre alla società che si occupa di sicurezza, io propongo di avere un paio di poliziotti nel locale tutte le sere che controllino che non avvengano reati”.

Il tuo locale non è il solo che è stato chiuso nell’ultimo periodo a Milano, ci sarà una class action o voi proprietari vi unirete per impedire che questo genere di provvedimenti vengano presi in futuro?

“Al momento non abbiamo organizzato nulla. Ho parlato con i sindacati e ho proposto loro di andare a parlare con il Questore ma non sono sicuro che saranno ricevuti. Mi sembra che nessuno stia facendo nulla a riguardo. Quello che chiediamo è più sicurezza anche per noi.

Io voglio collaborare con le forze dell’ordine e averle anche dentro il locale: vanno a San Siro, non vedo perchè non possano venire a presidiare i locali notturni. Il problema deve essere risolto a monte. Noi prendiamo le forze dell’ordine più la società di sicurezza per impedire che avvengano determinati fatti e questo può essere un deterrente per chi ha voglia di fare il furbo perchè verrebbe portato via immediatamente dal locale. Detto questo non vedo perchè debba andarci di mezzo la mia azienda, la mia famiglia e la mia vita per questo tipo di problematiche”.

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