Milano: sedici anni al controllore Atm che sgozzò la nonna

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Milano: sedici anni al controllore Atm che sgozzò la nonna

Il gup milanese Laura Marchiondelli, al termine del processo con rito abbreviato, ha condannato Gianluca Calvi a 16 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. L’uomo, trent’anni il 9 aprile, ex controllore per l’Atm (l’azienda dei trasporti milanesi), commise il delitto il 16 agosto scorso, dopo aver acquistato e consumato dieci dosi di cocaina. Una volta uccisa la nonna, sgozzandola, ha tentato di togliersi la vita lanciandosi dal balcone dell’appartamento al terzo piano, nella via Brioschi, dove viveva con l’anziana donna e i genitori.

Stando alla ricostruzione del procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, il folle gesto era stato scatenato un diverbio in cui la nonna, Vincenzina Roberto, 79 anni, aveva rimproverato l’uomo. Dopo aver infierito sul corpo dell’anziana, l’assassino era poi uscito, per acquistare nuove dosi di droga, abbandonando il cadavere in una pozza di sangue. Solo al proprio rientro, alla vista del corpo martoriato, aveva tentato il suicidio.

La difesa, affidata all’avvocato Alberto Longo, aveva provato a sostenere la tesi dell’incapacità, dovuta a una psicosi causata dall’assunzione di stupefacenti. Una perizia ha dimostrato la capacità di intendere e volere al momento del fatto e perciò il giudice, nel condannarlo, è partito dalla pena base di 24 anni, riducendola poi a 16 per lo sconto del rito abbreviato.

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