Milano, si suicidano in casa due trentenni

Cronaca

Milano, si suicidano in casa due trentenni

Due uomini di trentatré anni sono stati trovati morti in una casa al centro di Milano, suicidi con un tubo di gas collegato alle buste di cellophane che avevano in testa. I due erano amici d’infanzia, e la loro amicizia è stata così forte anche nel compiere tale assurdo gesto estremo. Uno dei due era un ingegnere impiegato alla General Electris di Londra con sede a Milano, mentre l’altro era disoccupato. Entrambi avevano dei figli avuti con donne con le quali non avevano più alcuna relazione. Può essere stata la depressione il movente che ha condotto i due giovani al suicidio. “Siamo senza lavoro e senza affetti” si legge in una loro missiva.

Nel signorile appartamento in via Tommaseo, dove i corpi senza vita dei due giovani sono stati ritrovati dalla madre dell’ingegnere, preoccupata perché non sentiva il figlio da due giorni, sono state trovate due lettere, nelle quali uno dei due chiede perdono al figlio di tre anni.

Gli amici sono increduli di fronte all’accaduto, soprattutto non si spiegano il gesto dell’ingegnere, che non aveva alcun problema economico (basta guardare la casa in cui abitava) e una ricca vita sociale.

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