Il ministro Alfano inaugurò un ristorante in odore di mafia: le accuse del M5S a Palermo

Il ministro Alfano inaugurò un ristorante in odore di mafia: le accuse del M5S a Palermo

Cronaca

Il ministro Alfano inaugurò un ristorante in odore di mafia: le accuse del M5S a Palermo

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Tra accuse e smentite, Angelino Alfano è finito nel mirino delle critiche di stampa ed esponenti politici in merito alla presunta inaugurazione di un ristorante a Catania.

Nonostante smentisca, il ministro Alfano era presente all’inaugurazione del ristorante Pitti a Catania che recentemente è stato sequestrato dalla Procura Antimafia. Questa è l’indiscrezione diffusa dal Fatto Quotidiano per il quale, lo stesso ministro ha preannunciato una querela per diffamazione. In odore di querela c’è anche il senatore del M5S, Mario Michele Giarrusso che dal palco della festa del M5S a Palermo non ha avuto mezze misure nel puntare il dito contro il ministro dell’Interno.

Secondo gli inquirenti la società che gestisce il ristorante sito nel centro storico di Catania, fa direttamente riferimento a Salvatore Caruso, coinvolto in un’operazione antimafia che riguardò la cosca Santapaola – Ercolano. La notizia della presenza del ministro Alfano all’inaugurazione del locale venne allora diffusa dal blog “Il Post Viola” – e poi ribattuta da diverse testate locali.

In quella indiscrezione si segnalava la presenza del ministro Alfano alla cerimonia d’apertura proprio mentre si stava svolgendo la festa della polizia nel capoluogo etneo.

In quei momenti pare che piazza Manganelli, che si trova nei pressi della zona dove è ubicato il ristorante Pitti, sia stata transennata e chiusa al traffico proprio per la presenza di Angelino Alfano.

Le lamentele dei residenti fecero scalpore in quei giorni, e dal ministro non giunse nessuna smentita circa la presenza all’inaugurazione dell’attività ristoratoria in odore di mafia. Nei prossimi giorni il ministro sarà chiamato a dare ulteriori delucidazioni in merito e non si escludono code giudiziarie contro gli accusatori.

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