Mino Taricco (PD): “Dobbiamo mettere in campo politiche per lo sviluppo”

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Mino Taricco (PD): “Dobbiamo mettere in campo politiche per lo sviluppo”

Mino Taricco è nato l’11 giugno 1959 a Bra (CN), è cresciuto a Narzole (CN). Sposato con due figli, attualmente risiede a Sant’Albano Stura, dove svolge l’attività di imprenditore agricolo. È capolista del Partito Democratico alla Camera per Piemonte 2.
Nel 2004 è entrato in Consiglio Regionale in quanto primo escluso nella lista “Centro per il Piemonte – Popolari”; rieletto nel 2005 con oltre 8.000 voti, è stato nominato Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte. Nel 2010 è stato rieletto nel Consiglio Regionale con oltre 10.000 preferenze, risultando il più votato in provincia di Cuneo con il PD.

Alle primarie dello scorso novembre si è schierato con Renzi, può motivare tale scelta?
“L’ho fatto perché mi riconosco nella sua freschezza , nel suo stile e in moltissime sue proposte su tanti temi , ma in particolare relativamente alla necessità di ammodernamento, di messa in efficienza e di semplificazione del Paese, e per quanto riguarda il rapporto tra politica Istituzioni e cittadini, i temi cioè del limite di mandato e dei costi della politica, perché questa non possa diventare un incarico a vita , ma sia un servizio e lo sia in modo sobrio rispettoso e consapevole “.

In tanti l’hanno convinta a candidarsi alle primarie?
“Si , e la cosa mi ha positivamente colpito , tante persone , in alcuni casi che io neanche conoscevo , con mail , messaggi facebook e messaggini telefonici , mi hanno spinto a candidarmi e sostenuto con l’obiettivo di rappresentare la nostra provincia in Parlamento .
Mi ha fatto tantissimo piacere e in qualche modo mi ha affidato una responsabilità importante “.

La coalizione formata da PD e SEL sarà omogenea e coesa?
“Per evitare problemi di mancanza di coesione nella coalizione, successi in passato, si è condiviso un documento programmatico, e inoltre si è deciso che sulle questioni non già concordate su cui non c’è unanimità di orientamento, si assumeranno le decisioni nei gruppi a maggioranza”.

Monti e Berlusconi hanno deluso, quali saranno le priorità del PD in caso di vittoria?
“Abbiamo posto al centro della prossima iniziativa di Governo le tematiche dello sviluppo e della crescita e dell’equità sociale .
Sarà necessario porsi il tema dell’ammodernamento, della riorganizzazione e della semplificazione della pubblica amministrazione e al tempo stesso la necessità di salvaguardare i servizi fondamentali per i cittadini :sanità, sociale, sicurezza, scuola, trasporti locali”.

L’Italia, con il suo 37,1% di disoccupati tra i giovani, è al quartultimo posto nell’Eurozona, come favorire ed incentivare l’occupazione giovanile?
“Sicuramente si, sia rivedendo le norme sul lavoro, sia mettendo in campo politiche per lo sviluppo in generale, sia incentivando il sistema delle imprese a scommettere sulla qualità e sulla valorizzazione del merito e che con politiche fiscali”.

Bisogna favorire la ricerca scientifica?
“E’ uno dei più importanti volani per ridare competitività al sistema”.

L’Italia rischia di raggiungere una pressione fiscale pari al 55% se il calcolo viene fatto sottraendo il Pil sommerso, la riforma fiscale è fondamentale per la crescita?
“Sommerso , evasione , aggiramento delle regole sono grandi mali anche di questa stagione , e sono stati dai governi Berlusconi in qualche modo, più che subiti, quasi incentivati con norme ad hoc .
Servirà un quadro normativo nuovo su falso in bilancio, sull’evasione e una grande riforma sul fisco orientata ad una maggiore equità con attenzione alla famiglia e un maggiore rispetto di lavoro e impresa che devono essere riequilibrati nei confronti delle rendite”.

Sconfiggere la burocrazia in Italia: una sfida strategica per la competitività del nostro paese?
“E’ una delle più importanti sfide della prossima legislatura , sempre promessa e mai attuata , noi la porremo al centro della nostra azione da subito”.

Come incentivare un maggior livello di efficienza nell’apparato pubblico?
“Innanzi tutto rimotivando chi ci lavora, che in questi ultimi anni ha vissuto in un’ottica di soli tagli e di sostanziale non apprezzamento, senza che nessuno indicasse un orizzonte coinvolgendo in un progetto di servizio , di qualità e di efficienza, e poi premiando il merito .
Servirà anche una straordinaria riorganizzazione e semplificazione dei livelli istituzionali e delle società di scopo , per ridurne il numero e chiarirne i compiti , accorpando funzioni e ricucendo le strutture amministrative”.

Quali i “cantieri di lavoro” urgenti?
“Sicuramente le politiche per il sostegno alle piccole e piccolissime imprese e il sostegno all’occupazione .
E poi un riordino complessivo delle norme per tutto il settore dell’economia verde , energie rinnovabili e ambiente” .

Le priorità per la Granda?
“Oltre ai completamenti infrastrutturali che oramai aspettiamo da tanto tempo, sia per quanto concerne la rete autostradale sia per i collegamenti con la Francia , e alcune altre grandi opere in campi diversi, penso all’Ospedale Alba-Bra e all’ invaso di Serra degli Ulivi , credo la nostra provincia potrà trarre grandi benefici anche in termini di sviluppo ed occupazionali, da una seria scelta di investimenti sulla manutenzione del territorio , in particolare su quelli montani e collinari, e da una stagione , rinnovata su basi più certe e stabili di prospettiva, di valorizzazione delle potenzialità ambientali e legate alle energie rinnovabili, e poi da una rinnovata attenzione alle piccole imprese e alle imprese familiari”.

Come contrastare lo spopolamento delle montagne abbandonate?
“Innanzi tutto tornando a credere che i territori montani possano essere una opportunità e una risorsa e non un problema e di conseguenza ragionare in termini di investimenti e non di costi.
Nuove energie , ambiente , turismo possono essere motori di sviluppo ma a condizione di non ridurre i servizi e di investire avendo in mente un progetto organico, credo qui ci sia molto da fare”.

Come conciliare lavoro, sviluppo e sostenibilità ambientale?
“Comprendendo che l’ambiente non è un limite allo sviluppo, ma deve essere il motore di un altro sviluppo che crea occupazione ma in modo sostenibile e guardando al futuro.
Energia, agricoltura, ricezione e turismo, manutenzione del territorio, forestazione, fruibilità viaria in chiave cicloturistica sono ad esempio tanti campi nei quali vi sono orizzonti di possibilità notevoli”.

Quali provvedimenti sono da adottare per rilanciare l’agroalimentare?

“Negli anni passati gli operatori e tutto il comparto agroalimentare hanno fatto molto sia in termini di qualificazione delle produzioni sia per quanto concerne la promozione e la comunicazione.
Oggi credo come tutti i settori sia condizionato molto da una crisi che colpisce soprattutto il mercato interno che rimaneva e rimane uno dei principali sbocchi delle nostre produzioni .
Credo il nuovo Governo dovrà porsi il problema di come dare respiro ai consumi interni al Paese, ma dovrà porsi anche il tema di come semplificare e sburocratizzare un settore che al di là delle parole rischia di essere soffocato e che invece, pur in un quadro di regole certe, deve essere liberato.
Saranno poi necessari anche in questo settore sostegni al credito , alla aggregazione commerciale e all’innovazione”.

Quali sono le sovrapposizioni e gli sprechi nel funzionamento della macchina pubblica?
“La macchina pubblica come ho detto deve essere ripensata nella sua architettura , si sono persi anni preziosi nei quali non si è fatta la riforma della “carta delle autonomie” cioè della semplificazione dei livelli istituzionali e invece si sono solo fatte pagliacciate come i “Ministeri al nord”.
Stato, regioni, provincie, comuni, prefetture, camere di commercio, consorzi vari , società di scopo, enti vari, patronati, centri di assistenza, ecc. , sono troppi soggetti e che a volte fanno cose simili o comunque non ben distinte .
Bisogna ripartire di li per semplificare in modo utile, perché l’obiettivo è un paese più semplice e più snello, ma con servizi di qualità e per tutti “.

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