Negano minuto di silenzio per Barcellona: nuotatore spagnolo non si tuffa

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Negano minuto di silenzio per Barcellona: nuotatore spagnolo non si tuffa

nuotatore spagnolo

Ai Mondiali Masters di Budapest è stato negato il minuto di silenzio per Barcellona. Un nuotatore spagnolo non si butta e lo osserva da solo.

I Mondiali di Budapest

Attualmente si stanno svolgendo i Mondiali Masters a Budapest: atleti di fama e bravura provata gareggiano ancora per ottenere medaglie. In una gara di nuoto doveva gareggiare anche il nuotatore spagnolo Fernando Alvarez. La batteria di nuotatori è pronta: sono tutti ai loro posti e si preparano a salire sul piccolo trampolino per tuffarsi. A pochi secondi dall’inizio si posizionano tutti, tesi e pronti per tuffarsi in acqua. Colpo d’inizio, parte la gara, ma uno di loro rimane fuori dall’acqua. E’ Fernando Alvarez, il nuotatore spagnolo. Fernando è rimasto ritto in piedi sul predellino di partenza e, con aria seria e contrita, sta in silenzio a vedere i suoi colleghi arrivare alla fine della vasca e tornare verso di lui. Cos’è successo? Ha osservato da solo un minuto di silenzio per le vittime dell’attentato di Barcellona.

Il minuto di silenzio

Sì, perché prima che la gara si svolgesse il nuotatore spagnolo ha chiesto a tutti gli organizzatori dei mondiali di osservare un minuto di silenzio.

L’attentato terroristico avvenuto a Barcellona pochi giorni fa ha fatto molte vittime, in gran parte persone spagnole. Alvarez intendeva omaggiare queste povere vittime innocenti con un doveroso minuto di silenzio, ma nessuno degli organizzatori ha approvato l’iniziativa. Non hanno voluto farlo nemmeno per Alvarez, nemmeno solo per la sua gara. E’ per questo che, in barba a quanto gli era stato detto, il nuotatore spagnolo non si è buttato con tutti gli altri in acqua e ha preferito boicottare la sua stessa gara. Purché venisse fatto il minuto di silenzio per Barcellona, Fernando Alvarez lo ha osservato da solo, in piedi, davanti l’acqua della piscina. Perché l’importante era che lui, spagnolo, rendesse onore alla sua patria e alla sua gente, anche se per gli altri la cosa poteva non essere importante.

Il silenzio e l’oro

Il nuotatore spagnolo ha commentato così il suo gesto: “Certe cose non valgono tutto l’oro del mondo” Che parlasse dell’oro come moneta o dell’oro come la medaglia che avrebbe potuto vincere nella gara non è importante.

La frase di Alvarez è memorabile tanto quanto il suo gesto. Ci sono davvero alcune cose che dovrebbero trascendere le competizioni, il prestigio e quant’altro. Una di queste cose è la morte e la sua memoria. Il minuto di silenzio negato è segno di quanta assuefazione ci sia agli episodi tragici. Ne capitano talmente tanti che se uno si dovesse fermare per ognuno di loro… E invece sì, bisogna fermarsi per ognuno di loro: a riflettere su quanto è accaduto, su tutte le vite che sono andate perdute, sul dolore di una nazione. Non fermarsi nel senso di non andare mai avanti, ma almeno per un minuto, per un pensiero a chi non c’è più, ci si può fermare. Il gesto del nuotatore spagnolo verrà ricordato come l’atto di umanità più nobile dopo l’attentato di Barcellona. Perché anche un singolo uomo che si ferma a riflettere può riportare una scintilla di speranza a chi lo osserva.

Il minuto di silenzio di Fernando Alvarez è l’omaggio della Spagna agli occhi del mondo.

Il video:

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