Miss sfregiata con l’acido, prima diretta FB: “La voce non ce la toglie nessuno” COMMENTA  

Miss sfregiata con l’acido, prima diretta FB: “La voce non ce la toglie nessuno” COMMENTA  

Prima diretta (in assoluto) su Facebook per Gessica Notaro, 28 anni, riminese, finalista di Miss Italia 2007 con la fascia di Miss Romagna, sfregiata con l’acido nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 gennaio scorsi da parte dell’ex fidanzato, Edson (Eddy) Tavares, 29 anni, di origine capoverdiana, il quale non accettava di essere stato lasciato. La ragazza, che per un certo periodo aveva anche tentato la strada del mondo dello spettacolo in Rai e a Mediaset per poi diventare addestratrice di leoni marini, è al corrente dei molti messaggi d’affetto che le sono arrivati anche via social e ha voluto ringraziare tutti. Ha scelto di farlo in video – pur non mostrandosi viso – perché “è complicato con un occhio solo rispondere a tutti” – dato uno è bendato -, però ha voluto comunque dire: “Siete fantastici, grazie”. Con lei c’era un amico per aiutarla “tecnologicamente”.


Come Lucia Annibali, anche lei vittima di un agguato con l’acido da parte del suo ex fidanzato, Gessica sta dimostrando un coraggio notevole e la sua voce durante il video è allegra e ironica.

Ha detto senza peli sulla lingua di portare in faccia una “guaina elastica che stirale cicatrici e non mi fa parlare tanto bene”, ma ha aggiunto, “L’affetto che mi state dimostrando mi aiuta tanto a reagire”. Con questo spirito ha dichiarato: “Sto bene in casa – da dove per il momento non può uscire –, canto, perché la voce non ce la può togliere nessuno”. Il chiaro riferimento è anche alla volontà di denunciare quanto è stato fatto.

Gessica ha annunciato che sta migliorando: lentamente, ma ogni piccolo miglioramento le dà fiducia. All’inizio del mese era stata finalmente dimessa dall’ospedale di Cesena, dov’ era stata ricoverata subito dopo l’aggressione e dove ha subito tre interventi: due al volto e uno all’occhio, ma non è ancora certo che potrà tornare a vederci del tutto.

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Intanto è cominciato il processo contro Edson Tavares, processo in cui il Comune di Rimini si è costituito parte civile: si tratta di “Un atto doveroso – aveva spiegato l’Amministrazione – per dimostrare vicinanza e sostegno a una giovane donna che è attesa da un lungo e non semplice percorso per riacquisire quella ‘normalità’ di cui è stata privata in maniera così drammatica e improvvisa. Come Comune non abbiamo alcuna intenzione di far calare il silenzio su un episodio che ha indignato l’intera comunità e che rappresenta il caso più estremo ed eclatante di un fenomeno, quello della violenza sulle donne, che serpeggia silenzioso anche nel nostro territorio. Dobbiamo prendere posizione per contrastare l’indifferenza, per dare coraggio a chi vive quotidianamente i soprusi e non riesce a denunciare, per testimoniare che c’è una comunità pronta a fare rete. Al pericolo dell’indifferenza si potrebbe contrapporre il rischio dell’emulazione, che si nutre di meccanismi psicologici impossibili razionalmente da comprendere. Quello che è certo è che non è il silenzio lo strumento per combattere questa piaga, ma è alzare la voce, parlare, raccontare e diffondere una più forte cultura del rispetto delle donne e contro ogni forma di violenza di genere, partendo dai giovani”.

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