Mistero: I linguaggi non ancora decifrati della Storia COMMENTA  

Mistero: I linguaggi non ancora decifrati della Storia COMMENTA  

Tra i più grandi enigmi del mondo figurano gli antichi linguaggi non ancora decifrati. Gli antichi sistemi di scrittura di cui nessuno è mai stato in grado di comprendere le vere origini e come vengano letti. In molti casi, non si sa nemmeno che lingua rappresentino gli strani simboli che si trovano così numerosi al mondo. Sono come codici segreti che nessun essere umano o computer è ancora stato in grado di decifrare. Possiamo solo immaginare cosa racchiudano. Probabilmente i grandi misteri della vita antica sono celati dietro questi sistemi di scrittura sconosciuti.   Ecco una breve panoramica di alcuni script (linguaggi scritti) selezionati in modo casuale. Essi sono tutti indecifrabili e vengono qui elencati dal più antico al più recente:

VINCA: Questo era un sistema di pittogrammi usato nel sud-est Europa dal 6000-4500 a.c. Brevi Iscrizioni sono state ritrovate in alcuni luoghi di sepoltura.


LINEARE A: Utilizzata in Grecia intorno al 1800 a.c, è in rapporto con i geroglifici e utilizza relativamente pochi simboli. (La Lineare B era anch’essa una volta un mistero, ma si è poi rivelata essere una forma di greco cretese)

TUJIA: Oggi il Tujia rappresenta una minoranza etnica cinese, che derivata dal regno Ba (600-316 a.c). La loro lingua parlata è un misto di Tibetano e Birmano. Essi erano creduti per lungo tempo, non avere mai avuto una lingua scritta, ma molti libri antichi sono stati scoperti nella provincia dello Youyang nel 2008. Riscontri, notano che i loro predecessori utilizzavano uno script simile ai caratteri cinesi.


ETRUSCO: Gli Etruschi vissero in Italia intorno al 600 a.c Gli studiosi sono in grado di pronunciare solo alcune parole etrusche. Secondo uno scrittore: ” la lingua etrusca, come gli studiosi la conoscono, non può semplicemente essere classificata come appartenente a idiomi Caucasici, Anatolici, o proveniente da altre lingue Indo-europee come il greco e il latino, da cui sembra differire notevolmente nella struttura.” Non ha lingue discendenti. Mentre i testi etruschi si possono leggere comprendendo un significato generale del messaggio, i connotati precisi delle loro parole e la grammatica rimangono un mistero.


ZAPOTEC: Questo sistema è stato utilizzato nel Messico del sud dal 500 a.c al 1000 d.c. La maggior parte delle iscrizioni comprendono meno di 10 simboli, e, anche se una moderna forma di Zapotec si parla ancora oggi, l’antica lingua è ormai persa.

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MEROITICO: Risalente al 300 a.c in Sudan, il Meroitico è il secondo più antico sistema di scrittura dell’ Africa. Lo script Meroitico è un adattamento dei geroglifici egiziani (il più antico sistema di scrittura africano), esso comprende 23 simboli nel suo alfabeto tra suoni vocalici e un segno per dividere le parole. L’esistenza di questo script era sconosciuta in Europa fino al XIX secolo. Oggi, queste iscrizioni possono essere decodificate, ma non si sa che lingua rappresentino.

RUNE: L’alfabeto runico, spesso chiamato “Futhark,” fu usato in tutta Europa per le iscrizioni magiche già nel I secolo d.c e in particolare durante il medioevo. Alcune persone credono che fu creato artificialmente, piuttosto che credendo in una sua evoluzione nel tempo. Potrebbe essere stato modellato sull’alfabeto romano o etrusco. La parola “runa” significa qualcosa di simile a “testo” in norreno e “mistero” nell’antico germanico.

ISTHMIAN: Conosciuto anche come Mojarra o Epi-Olmechi, è stato utilizzato in America centrale da circa il 500 a.c fino al 500 d.c I glifi sono scatole elaborate e croci. La lingua non è a noi nota.

PITTICO: I Pitti vissero nell’attuale Scozia dal IV al IX secolo d.c Esso comprende simboli scritti su pietre, e non si sa se questa possa essere stata una forma di scrittura piuttosto che una primordiale forma d’ arte.

KHAZARO: Questa lingua estinta è stata utilizzata in Khazaria, l’attuale regione del Caucaso che comprende: Armenia, Turchia nord-orientale e parte della Russia, il cui regno durò dal 652 al 1016 d.c. E ‘stato legato ad altre lingue Caucasiche, utilizzando un alfabeto leggermente diverso.

NAHUATL (AZTECO): I moderni dialetti nahuatl sono parlati da due milioni di messicani indigeni, ma il nahuatl classico era solo parlato dagli Aztechi quando gli spagnoli arrivarono nel XVI secolo. E’ ormai estinto e i suoi glifi non sono mai stati decodificati.

“VOYNICH”: C’è un solo esempio esistente nell’Europa centrale, risalente al 1600. Il manoscritto Voynich, così ossessivamente illustrato, con particolari e disegni, prende il nome del collezionista che lo ha acquistato nel 1912, non è mai stato decifrato. Molte persone ritengono che il manoscritto sia stato creato come burla..

RONGORONGO: Usato sull’ Isola di Pasqua e scoperto nel 1800. Questo script probabilmente rappresentava la lingua polinesiana Rapa Nui, ma nessuno si ricorda come leggerlo. (nella foto)

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