Mondiali atletica 2011, dopato il 30% dei partecipanti COMMENTA  

Mondiali atletica 2011, dopato il 30% dei partecipanti COMMENTA  

Non si fermano il Sunday Times e la rete tedesca Ard.

L’inchiesta sulla diffusione delle pratiche dopanti nel mondo dell’atletica leggera si è arricchita grazie alla ricostruzione di un nuovo scenario.


Era il 2011, anno dei campionati mondiali di atletica leggera di Daegu, in Corea del Sud.

La Wada, la World Anti Doping Agency, commissionò all’università tedesca di Tubinga uno studio sulla diffusione del doping fra gli atleti. La IAAF, ovvero l’associazione delle varie federazioni nazionali di atletica, acconsentì a patto che i risultati non fossero diffusi.


Lo studio fu quindi portato a termine e tenuto nascosto, almeno al grande pubblico e almeno fino ad oggi.

Il motivo è molto semplice: i risultati di quello studio sono imbarazzanti a dir poco, perché pare che una percentuale compresa fra il 29% e il 34% degli atleti abbia confessato di aver fatto ricorso a sostanze dopanti nei 12 mesi precedenti le gare mondiali.


Podi da riscrivere per questo e, a questo punto il dubbio è più che lecito, chissà quanti altri campionati mondiali, mentre la credibilità dell’atletica leggera sta venendo polverizzata.

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