Mondiali atletica, Bolt oro anche nei 200, Gatlin ancora sconfitto COMMENTA  

Mondiali atletica, Bolt oro anche nei 200, Gatlin ancora sconfitto COMMENTA  

Ogni evento sportivo finisce con l’avere un’immagine, un simbolo che ne riassume il significato più importante.
Nel caso di questi mondiali di Pechino, forse quell’immagine è arrivata proprio ieri pomeriggio, quando Usain Bolt ha tagliato per primo il traguardo nella finale dei 200 metri piani, indicando se stesso con i pollici, come a dire: il più forte è tornato, il più forte sono io.

La gara è tutta nella curva, dove Gatlin corre meglio, mentre Bolt dà quasi l’impressione di zoppicare verso l’interno. La curva lo infastidisce, perché lo frena, perché lo fa aspettare. Lo fa innervosire, quasi, e quando la pista torna a essere dritta, le gambe di Bolt si trasformano in un motore che può distendersi dopo una lunga attesa.

E, a quel punto, non ce n’è per nessuno.
Il povero Gatlin, che era venuto a Pechino con altissime ambizioni, si deve inchinare ancora al cospetto di questo atleta incredibile. Usain Bolt chiude in 19 secondi e 55, davvero niente male per uno che non è in forma e non è più quello di un tempo.

È diventato umano, Bolt: alla fine della gara si è seduto per riposarsi un po’. Cose mai viste, da uno come lui, ma lo sbruffone, adesso, è un uomo.

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E la cosa più bella è che è un uomo che vince con il cuore e con la testa, non più solo con le gambe.

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