Mondiali di nuoto, per il Bahrain gareggia atleta di 10 anni

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Mondiali di nuoto, per il Bahrain gareggia atleta di 10 anni

In Italia frequenterebbe la quinta elementare, o giù di lì. In Bahrain fa altrettanto, ma non solo.
Alzain Tareq, infatti, come numerose sue coetanee in giro per il globo, non si limita ad andare a scuola, ma, nello spirito del motto che vuole la mente sana in un corpo sano, pratica anche uno sport.


Uno sport fatto di acqua, tecnica e fatica, cioè il nuoto. Anche in questo caso, la piccola Alzain, nata nel 2005, non si discosta molto dai suoi coetanei.

La differenza sta nel fatto che, in questi giorni, Alzain si trova a Kazan, in Russia, per il preciso motivo che in tale località di svolgono i campionati mondiali di nuoto.

Non si trova lì da spettatrice o da tifosa, come potrebbe venire di pensare. Macché: lei si trova lì perché, in tutto il Bahrain, non c’è donna più veloce di lei a percorrere 50 metri a farfalla.

Il Bahrain non è grande come il Canada e il nuoto è uno sport prima di tutto tecnico, questo è pur vero, ma fa specie che una federazione nazionale non sia riuscita a trovare qualcuno di più prestante di una bambina di 10 anni.

Alzain ha un personale di 41.13, rispettabilissimo per l’età che ha, ma lontano anni luce dai numeri attorno ai quali si aggirano le atlete degli altri paesi (ordine di grandezza 25 secondi, primato mondiale 24.43 della svedese Sjostrom).
La scelta del Bahrain ha suscitato polemiche, ma, forse, per i motivi sbagliati. Il problema non è il tempo tolto al gioco e allo svago di una bambina di 10 anni, perché, comunque, a quell’eta, una futura nuotatrice sarebbe di continuo impegnata fra gare e allenamenti.
Il problema potrebbe piuttosto essere il rispetto degli avversari e della manifestazione in sé. Qualunque allenatore conosce i tempi ‘interessanti’ di una gara di nuoto in funzione del livello della gara stessa. Qualunque allenatore arriverebbe a comprendere che mandare a gareggiare un’atleta da più di 40 secondi di personale in una gara dove bisogna lasciare nel cronometro almeno altri dieci secondi è una follia.
Qualunque allenatore, a parte quelli del Bahrain.
A meno che sia tutto un bluff: la bimba prodigio che fa pre tattica e, in gara, schianta tutte le avversarie. Allora ci sarebbe davvero da divertirsi. Peccato che non sarà così.

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