Mons. Babini: il rosario contro la diffusione dei gay e sullo scandalo pedofilia parla di complotto sionista COMMENTA  

Mons. Babini: il rosario contro la diffusione dei gay e sullo scandalo pedofilia parla di complotto sionista COMMENTA  

L’omosessualità è l’ossessione di gran parte degli uomini di chiesa. Le provano tutte, ognuno ha la sua ricetta contro questa – a loro dire – immorale piaga sociale. Monsignor Babini, vescovo emerito di Grosseto, per esempio, ritiene che recitare il rosario sia utile nel limitare la diffusione dell’omosessualità. Facciamo presente al religioso che, al limite, sono le malattie che si diffondono, non l’omosessualità. A raccogliere le “perle di saggezza” del monsignore è Pontifex. Babini non è nuovo ad attacchi contro gli omosessuali. Tempo addietro affermò che “L‘omosessualità è un peccato assai più grave delle imprese del premier (Berlusconi ndr)”. Il monsignore, probabilmente, è riuscito a dire anche di peggio quando ci ha illuminati sullo scandalo dei preti pedofili. Questa la tesi del vescovo: “Lo scandalo pedofilia sui media non è altro che un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza; loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi”. Apprendiamo che il monsignore conosce anche Belen “Sappiamo tutto di Belen, tanto insignificante che non piace neppure al Diavolo, e ignoriamo i misteri del Rosario”. Prendiamo atto del fatto che oltre a letture quali vangelo e Bibbia, il monsignore ama leggere anche riviste di gossip… certo, considerato che su quei giornali girano un sacco di donne mezze nude sarebbe meglio, per un prete, non comprare certe riviste. D’altro canto se uno guarda le donnine nude, evidentemente, non è gay quindi, chi sa, forse è permesso.


Vincenzo Borriello

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2 Commenti su Mons. Babini: il rosario contro la diffusione dei gay e sullo scandalo pedofilia parla di complotto sionista

  1. Don Lorenzo Milani in una lettera ad un suo amico orete parlava di "immensa frode del seminario" (1950, lettera a don Bruno Brandani). Abbiamo il coraggio di mettere in discussione l'educazione cattolica nei seminari e con maggiore umiltá riconosciamo le nostre colpe, invece di accusare il prossimo delle nostre malefatte.

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