Montebovi: l’azienda italiana licenzia e i dipendenti si incatenano ai cancelli COMMENTA  

Montebovi: l’azienda italiana licenzia e i dipendenti si incatenano ai cancelli COMMENTA  

L’industria dolciaria “low cost” Montebovi affronta la crisi licenziando gli operai ed è subito protesta.

L’azienda , appartiene all’omonima famiglia ed ha sede a Lanuvio ( 89 dipendenti)  e Torino (40 dipendenti)- Qualche mese, fa proprio nel capoluogo piemontese, era stato firmato un accordo per la fuoriuscita di 15 persone mediante  il prepensionamento e incentivi di varia natura, mentre a Lanuvio la crisi si manifestava attraverso la mancata erogazione degli stipendi.


Inizialmente i titolari avevano provato a rassicurare i sindacati affermando che l’azienda andava incontro ad una crisi passeggera dovuta agli aumenti dei costi e alla riduzione dei margini commerciali ,lasciando altresì prevedere una riorganizzazione interna di breve durata; invece a ottobre Montebovi ha annunciato la vendita del suo sito nel Lazio, a causa dei pesanti debiti contratti.


L’industria di Lanuvio è stata così venduta alla Pulisystem, azienda che si occupa di pulizie e facchinaggio appartenente a Fabrizio Coscione e dopo pochi giorni l’uomo ha annunciato di voler affittare la produzione e commercializzazione ad una ditta  dolciaria che inquadrerà solo 59 operai.


Da quel momento inizia una vera e propria battaglia che si manifesta con lo sciopero dei dipendenti , mentre il nuovo titolare annuncia la mobilità per 21 dipendenti e mette in ferie forzate gli altri.

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Lo sciopero ricomincia  a fine ottobre e per l’occasione vengono applicate sospensioni disciplinari nei confronti di 3 dipendenti.

A novembre i legali di Montebovi siglano l’accordo di cessione all’azienda dolciaria, ma il nuovo titolare Coscione procede alla cessione e licenzia i e dissidenti.

Il 26 Novembre ai sindacati viene bloccato l’ingresso in fabbrica e da quel momento si assiste ad una escalation di proteste, in cui i dipendenti scioperano e li fanno  legare ai cancelli; quelli che non aderiscono allo sciopero, incappucciati, vengono scortati in azienda dai vigilantes a bordo di jeep dai vetri oscurati, dove vengono  affiancati per tutta la notte: sono gli unici dipendenti a percepire lo stipendio.

Per questi motivi Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un’ispezione dell’Ispettorato del Lavoro, mentre Flai ha iniziato una causa per comportamento antisindacale.

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