Monterano: le rovine della città perduta COMMENTA  

Monterano: le rovine della città perduta COMMENTA  

Il Lago di Bracciano è uno dei luoghi più conosciuti del Lazio e, senza dubbio, merita di essere visitato. Chi però si trovasse da quelle parti, potrebbe anche spostarsi un po’ verso ovest, fino ad un paio di chilometri dal paese di Canale Monterano, e visitare un sito meno noto, ma molto affascinante: i ruderi di Monterano.


Per arrivarci bisogna passare proprio da Canale Monterano e dirigersi verso la Riserva Naturale seguendo le indicazioni, raggiungendo l’ultimo punto in cui si può parcheggiare l’auto. Da lì, proseguendo a piedi per poche centinaia di metri, si arriva alle prime rovine.


Monterano è abbandonata dalla fine del Settecento, quando la malaria prima e i soldati francesi poi uccisero per intero la popolazione. I ruderi sopravvissuti comprendono di tutto, a testimonianza della lunghissima storia del borgo.

Ci sono i resti della chiesa e del palazzo baronale (che era un tempo il castello), progettati da Lorenzo Bernini, quelli del Convento di San Bonaventura (anch’esso progettato da Bernini). Ci sono anche i resti dei sepolcreti etruschi, perché Monterano esisteva già del II secolo prima di Cristo, che si mischiano con costruzioni successive, statue e una straordinaria fontana, opera ancora una volta di Bernini.

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