Monti: «Al G20 di Cannes pressioni umilianti su Berlusconi per controllare l’Italia»

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Monti: «Al G20 di Cannes pressioni umilianti su Berlusconi per controllare l’Italia»

ROMA – Non è un mistero che nelle intenzioni di Silvio Berlusconi ci sia il ritorno a Palazzo Chigi. Tuttavia, le parole dell’attuale inquilino, Mario Monti, oggi all’assemblea dell’Abi, suggerirebbero che per l’ex premier sia meglio rimanere ancora ex. Altro che amico di tutti o simpatico giullare. Secondo Monti, al G20 di Cannes, tenutosi nel 2011, «Berlusconi fu sottoposto a pressioni sgradevolissime e prossime all’umiliazione». Il premier italiano aggiunge, però, un dettaglio ancora più inquietante, ossia che queste pressioni avessero come obbiettivo la rinuncia da parte dell’Italia «a buona parte della sua sovranità e discrezionalità».

Tutt’altro trattamento è stato riservato quest’anno all’Italia di Monti nel G20 di Los Cabos, dove il governo italiano ha avuto un ruolo decisivo nella soluzione della crisi dell’eurozona. Per Monti questo cambio di atteggiamento è il primo risultato del suo governo, ottenuto «più rapidamente» di quanto lo stesso premier si aspettasse.

Paragone implicito con l’ex Presidente del Consiglio o un tentativo di “assolvere” almeno in parte Berlusconi?

La cosa certa è che adesso l’Italia si trova ad affrontare «un percorso di guerra durissimo», in modo da sconfiggere «i diffusi pregiudizi contro le eredità del debito pubblico, contro le sottovalutazioni da parte di noi stessi, contro gli effetti delle decisioni prese in passato e i vizi strutturali della nostra economia».

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