Monti: «In primavera lascio. Temo per il futuro, ma i politici lavorano per il rinnovamento»

Politica

Monti: «In primavera lascio. Temo per il futuro, ma i politici lavorano per il rinnovamento»

ROMA – Mario Monti scaccia gli spettri di un governo tecnico ad oltranza o di una sua possibile candidatura a premier nelle prossime elezioni, magari sostenuto da alcuni partiti: «Il futuro politico sul quale sono concentrato finisce nella primavera del prossimo anno con le elezioni».

Da quanto emerge dall’intervista rilasciata a Cernobbio al Washington Post, l’attuale premier ha indicato in maniera precisa la fine della sua esperienza in politica, almeno come Presidente del Consiglio, benché aggiunga di non aver «ancora riflettuto sul futuro», in quanto «molto impegnato a guidare il Paese in questi mesi difficili». Nonostante quella di lasciare sia più una decisione che una semplice idea, Monti ha una grossa preoccupazione, ovvero che l’operato del suo governo (come la manovra “lacrime e sangue”) venga reso vano da chi lo succederà sul ponte di comando di un’Italia ancora nel mare aperto della crisi. I timori di Monti sono alimentati dalla consapevolezza che, sebbene l’attuale governo abbia tracciato la rotta da seguire, per completare il processo di riforme avviato ci vorranno «anni», in cui agli italiani saranno chiesti (ancora) importanti sacrifici.

Di fronte alla prospettiva di nuovi sacrifici, Monti ha sottolineato come sia «doloroso per il governo chiederli e doloroso per i cittadini accettarli».

Il cronista del quotidiano statunitense, allora, gli ha domandato se accettare la guida dell’Italia dopo le dimissioni di Berlusconi sia stata una decisione sofferta. Monti ha replicato in maniera perentoria: «No». Il premier, inoltre, ha chiarito di aver sempre avuto la consapevolezza della difficoltà dei suoi compiti, nonché i rischi che questi comportavano e l’ipotetico scenario in caso di fallimento: «Mi fu chiesto di subentrare per circa 13 mesi, la cosa avrebbe implicato azioni immediate, forti, urgenti e dure per evitare l’esplosione finanziaria del’Italia e con essa l’esplosione dell’Eurozona. Fin dal primo giorno gli Stati Uniti e il presidente Obama sono stati insolitamente interessati al nostro lavoro e di grande sostegno»

Le nubi dell’inquietudine riguardo alla prosecuzione della sua opera, però, sono accompagnate da una cauta fiducia verso chi lo andrà a sostituire: «I politici hanno avuto il tempo di riflettere e stanno lavorando al loro rinnovamento».

E se la classe politica nostrana dovesse commettere gli errori del passato, ci penserà l’Europa a farla rigare dritto: «L’Italia, come altri Paesi, sta operando nell’ambito di regole europee che limitano il grado di politiche creative che possono essere introdotte da qualsiasi nuovo governo o Parlamento».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche