Monti addio: iniziate, di fatto, le consultazioni COMMENTA  

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Angelino Alfano ha avuto il permesso da parte di Silvio Berlusconi di parlare e, in Parlamento, ha provato a fare la voce grossa: “l’esperienza Monti è finita”. I fili retti e manovrati dalle mani di Berlusconi erano ben visibili. Il Delfino, illuso di essere lui alla guida del partito, è tornato mestamente al suo posto, seduto tra i banchi come un bravo scolaretto con indosso il suo bel grembiulino e i calzoni ancora troppo corti poter anche solo sognare di comandare. Questa mattina Alfano era salito al Colle per incontrare Napolitano dando, di fatto, il via alle consultazioni. Dopo di lui il presidente ha incintrato i capigruppo alla Camera e al Senato del Pdl Cicchitto e Gasparri poi, è stata la volta del presidente del Senato Schifani. Nel pomeriggio salirà al Colle Fini, poi, Bersani e Casini. Alfano ha attaccato l’Esecutivo: “Tredici mesi fa questo governo nacque perché le cose andassero meglio. Tredici mesi dopo le cose vanno peggio. Non abbiamo bisogno di molte discussioni. Oggi siamo qui a dire che consideriamo conclusa questa esperienza di governo. Ieri non abbiamo votato la sfiducia perché avremmo causato l’abisso dell’esercizio provvisorio. Vogliamo concludere l’esperienza di questo esecutivo senza strappi. Non vogliamo mandare le istituzioni e il Paese allo scatafascio”. Tanto per restare con un piede in due scarpe. Parole dolci come il miele per la Lega. Alfano, evidentemente in campagna elettorale, continua: “Il é debito pubblico peggiorato, nessua strategia di sviluppo, Pil diminuito, tasse aumentate, crollata compravendita degli immobili. Ma gli errori principali a questo governo li ha fatti compiere il Partito democratico. Sulla riforma del mercato del lavoro, nonostante la disponibilità, il Pd si è piegato ai diktat della Cgil che a sua volta si è piegata ai diktat della Fiom. L’epilogo è stato il voto sbagliatissimo dell’Italia all’Onu sulla Palestina. Sempre per il cattivo condizionamento della sinistra a questo governo”. Contro Alfano e il Pdl Casini: “Il Pdl ha tolto la fiducia dalla sera alla mattina solo per un calcolo elettorale, oppure ci sono motivi connessi a provvedimenti che questo governo sta varando – dice il leader Udc -. Ma come si può essere contro l’incandidabilità dei condannati o contro la volontà di restituire agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati?”. “Ma ogni ragionamento serio sul futuro del Paese parte dal sostegno a questo governo, che ha detto la verità e fatto scelte impopolari. Il governo non può diventare il parafulmine di questi giochi irresponsabili fatti sulla pelle degli italiani”. Arriva, poi, l’affondo di Bersani: “È evidente che se non avete da riflettere sui vostri errori passati per voi il governo Monti non è un momento di transizione, ma una parentesi che si apre e si chiude e tutto torna come prima. Siete degli irresponsabili! Ma le domande che non vi fate ve le facciamo noi. Pensate di avere qualche responsabilità nella crisi? Voi siete stati degli irresponsabili nel dire che la crisi non c’era” tuona Bersani, che poi descrive l’Imu come una tassa originata dall’azione di Berlusconi e Tremonti. “Noi saremo leali con il governo e fedeli alle indicazioni del capo dello Stato. Leali, ma non ingenui, non ci accolleremo la propaganda Pdl. Voi avete il coraggio di motivare la vostra decisione di far cadere il Governo con le condizioni in cui versa il Paese?”.

Vincenzo Borriello

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