Monti ammonisce: “L’Ue si muova altrimenti lo spread non potrà calare”

Economia

Monti ammonisce: “L’Ue si muova altrimenti lo spread non potrà calare”

Mario Monti
Mario Monti

Nonostante il grande sforzo fatto con la manovra di aggiustamento dei conti pubblici, l’Italia continua ad essere sotto assedio sui mercati. Nella giornata di oggi, lo Spread tra BTP e Bund ha continuato ad oscillare intorno ai 520 punti base, confermando la scarsa fiducia nutrita dagli operatori finanziari verso il nostro paese. Mario Monti, però, è convinto che la colpa non sia esclusivamente dell’Italia, ma che al peso di un debito pubblico da osservare con una certa apprensione vadano aggiunti i costi derivanti dal fatto che l’Europa è rimasta in mezzo al guado, contribuendo ad alimentare la sfiducia. E’ quanto confidato dal Premier ai suoi più stretti collaboratori, prima di volare a Bruxelles, per una missione europea che si preannuncia abbastanza complicata e tesa a ridare credibilità all’Italia al cospetto dei mercati. La sua lettura della situazione parte da un dato di fatto: l’Italia ha fatto il suo dovere sulla strada del risanamento e se il differenziale coi titoli tedeschi resta su livelli molto alti, non è per l’assenza di una politica economica, né per la mancanza dei “fondamentali” che sono di tutto rispetto, a cominciare dall’avanzo primario, consolidato intorno al 5 per cento.

Permangono ombre, come quella legata al fatto che nel biennio 2012-2013 per finanziare il debito, il nostro Paese dovrà impiegare un quarto del suo Pil annuale, mentre la Francia lo farà per un quinto e la Germania per un decimo, ma la situazione è in miglioramento E se la situazione continua a destare grandi preoccupazioni, è dovuta ad una situazione internazionale che non tranquillizza affatto, con una Europa che, restando in mezzo al guado, non offre garanzie agli investitori. E che non può chiedere ulteriori sacrifici ad un paese che ha fatto il suo dovere sulla strada del risanamento, anche se naturalmente non sono stati cancellati problemi che arrivano da lontano. Il primo dei quali è quella crescita che è un punto debole del nostro paese sin dai tempi in cui la crisi ancora non era all’orizzonte. Non bisogna dimenticare, infatti, che anche in periodi di crescita economica, quella italiana è sempre stata inferiore rispetto ai paesi più progrediti.

Una crescita per la quale non ci sono risorse attualmente, in grado di alimentarla. Tanto da spingere il Governo a procedere su tre direzioni, che proprio Monti illustrerà ai partner europei: liberalizzazioni, semplificazione delle procedure per gli investimenti, un meccanismo di agevolazioni fiscali ancora allo studio. Cui va aggiunto un quarto passo fondamentale, quello di restituire al paese una atmosfera di fiducia, convincendo i cittadini italiani che il futuro non è cupo, mettendoli al contempo nelle condizioni di spendere. Riattivando in questo modo quei consumi spinti al ribasso continuo dai provvedimenti tesi ad aggiustare i pericolanti conti pubblici, che hanno azzerato o quasi la capacità di spesa dei cittadini. Insomma, una missione difficile, ma non impossibile, che però ha bisogno di essere veicolata da un successo negli incontri con Sarkozy e Merkel che vedranno impegnato il Professore. Se l’Italia riuscisse a recuperare una posizione persa nel corso degli ultimi anni, tutto diverrebbe meno difficile.

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