Monti contro la Cgil: «Ha ostacolato la riforma del lavoro». Bersani: «Non può escludere 4 milioni di persone» COMMENTA  

Monti contro la Cgil: «Ha ostacolato la riforma del lavoro». Bersani: «Non può escludere 4 milioni di persone» COMMENTA  

Tutta colpa della Cgil. Per il premier uscente e leader di Scelta Civica, se il suo governo non è riuscito a dare una svolta decisiva al problema del lavoro, a partire dalla drammatica situazione occupazionale, la responsabilità non va cercata fra i suoi tecnici, ma nei vertici del sindacato, ancorati ai modi di pensare della vecchia politica.


Intervenendo al World Economic Forum di Davos, in Svizzera, Mario Monti ha sparato a zero sulla Cgil, definendola «considerevolmente resistente al cambiamento» e indicandola come un serio ostacolo ai provvedimenti per risolvere il problema della disoccupazione studiati dal suo governo. «La riforma del lavoro che abbiamo varato» ha spiegato durante la tavola rotonda svizzera con gli altri premier «non è andata avanti abbastanza per colpa di un sindacato che ha resistito decisamente al cambiamento e non ha firmato l’accordo che gli altri» riferendosi a Cisl e Uil «avevano firmato».


Sulla questione è intervenuto anche Pier Luigi Bersani, che nel programma televisivo di Raitre Agorà, ha criticato Monti per le sue osservazioni contro la Cgil: «Mi stupisco che Monti cada in luoghi comuni insufflati dalla destra, mentre quando governi sono tutti figli tuoi» sono le parole del segretario Pd riportate anche da Repubblica.

«Un’organizzazione come la Cgil con oltre 4 milioni di iscritti non puoi in premessa metterla fuori, dirti contro. È un sindacato non un partito, è un elemento del paesaggio, è pericolosa una linea di questo genere, caccia fuori in premessa un pezzo di Italia».

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