Monti contro la Cgil al World Economic Forum COMMENTA  

Monti contro la Cgil al World Economic Forum COMMENTA  

Mario Monti ha attaccato la Cgil durante il convegno “informale” del World Economic Forum a Davos. Per il professore , il sindacato rosso potrebbe minacciare  la piena attuazione della riforma Fornero, a causa di una “ resistenza al cambiamento” , che non consente alle nostre aziende di  essere competitive sul mercato globale.


Neanche a dirlo Monti ritiene che tale competitività si possa ottenere solo grazie alla flessibilità  (introdotta con la cancellazione dell’art 18), per cui  tutti i lavoratori saranno “precari a vita” e le aziende avranno la facoltà di licenziare i dipendenti in ogni momento a seconda delle proprie necessità economiche-

La riforma Fornero ha smembrato l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sostituendo, in caso di licenziamento giudicato illegittimo, il reintegro con una indennità economica, mentre l’introduzione dell’art.8 ha cancellato il Ccnl (contratto collettivo nazionale), sostituito con un microcosmo di contratti di categoria aziendali in cui i diritti dei lavoratori saranno una chimera.


Ovviamente anche il ruolo del sindacato verrà progressivamente svuotato delle sue funzioni vitali, considerando soprattutto che i lavoratori “dissidenti”, ovvero coloro che vorranno aderire liberamente a forme di associazioni sindacali esterne alle aziende, correranno seri rischi in termini di conservazione del posto di lavoro e di guerra psicologica derivante ( il caso Fiat Fiom ne è un valido esempio)

Non contento di aver contribuito a portare il nostro Paese indietro di mezzo secolo, Monti ha pensato bene e senza arrossire minimamente, di attribuire al sindacato la colpa di non essere riusciti ( al Governo)  a calcare la mano con la riforma del lavoro, e c’è da chiedersi cos’altro avrebbero tolto ai lavoratori ,oltre al fatto di averli resi servi a vita, privi di dignità, vittime di un sistema che ricorda le “curtis” medioevali, in cui gli uomini accettavano volontariamente di perdere la loro libertà per essere protetti dal “signore” (precisiamo che la servitù volontaria era giustificata dal clima di insicurezza derivante dalle invasioni barbariche).

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