Monti da le dimissioni - Notizie.it
Monti da le dimissioni
Roma

Monti da le dimissioni

 

Ieri il Nostro presidente del Consiglio si è il suo accommiatato ufficialmente dal suo incarico durante la conferenza stampa di fine anno, preferendo assentarsi dalla Camera dei Deputati proprio l’ultimo giorno “di scuola” per godere degli applausi, dei sorrisi e addirittura delle risate ( quando riferisce di far fatica a comprendere i nessi mentali di Berlusconi) dei suoi fedeli vassalli.

Dopo la lunga lista di autocelebrazione dei meriti con il solito lessico anglicista, il Premier ha insistito sulla necessità di portare avanti i punti dell’ “Agenda Monti”, cioè il servaggio offerto alle politiche suicide di rigore e di recessione, a colpi di austerity e tagli indiscriminati nel nome di Lor Maestà banche e finanza. Ha rimarcato altresì la necessità di ripristinare l’Imu, come mezzo necessario per reperire risorse fiscali immediate, tassazione tanto importante che se venisse cancellata, nel giro di un anno bisognerebbe rimetterla e maggiorarla ( nessun accenno ai capitali scudati, all’evasione e ai costi della politica)

Poi ha lasciato presagire , ma di questo non avevamo dubbi, la sua volontà di porsi a guida di una forza moderata centrista da valutare e che sia affine al suo pensiero. Insomma nel totoscommesse potremmo inserire già qualche nome: Casini, Fini, Montezemolo, Giannino, oltre ad alcunifedeli” suoi seguaci nell’uno (Pdl) e nell’altro (Pd) campo.

Naturalmente, punirà con lo sprezzante silenzio i politicanti dissidenti, quelli che, non solo hanno resistito alla sua malia, ma lo hanno coraggiosamente contrastato in questi tredici mesi ,vale a dire Il 5 Stelle di Beppe Grillo , la Lega Nord o l’Idv di Di Pietro.

Alla lista dei reietti poi bisognerà aggiungere i movimenti identitari e della società civile che fieramente si sono opposti, nelle piazze, alle sue pratiche mercantili e finanziarie, volàno di crisi sociale ed economica. In ultima analisi punirà quella metà degli italiani che disgustati dalla politica in generale, continueranno a preferire il non voto – il 24 e 25 febbraio 2013 – ad un consenso per chicchessia.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche