Monti dice no alle Olimpiadi COMMENTA  

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Mario Monti
Mario Monti

Per fortuna, stavolta, Mario Monti ha tenuto fermo il punto, dicendo no all’operazione che avrebbe dovuto portare Roma ad ospitare le Olimpiadi del 2020.

Una operazione che aveva solo un senso, quella di permettere all’attuale sindaco capitolino, un Gianni Alemanno ormai alla canna del gas, di ricandidarsi con qualche probabilità di successo alla guida della Città Eterna.

Una operazione che, dal punto di vista economico, non aveva alcun senso, come ben sa chi l’ha ospitata. Come gli inglesi, ad esempio. Tanto che incontrando a Londra il primo ministro David Cameron, Monti, poche settimane fa,  era stato messo in guardia in maniera sorprendente ed eloquente: “Faccia attenzione e non dia troppo retta agli studi.

Con le Olimpiadi di Londra noi avevamo persino creato un’autorità ad hoc per controllare gli appalti, ma alla fine le spese sono raddoppiate”.

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In effetti è così, le spese che vengono preventivate, in queste occasioni, lievitano sempre, figuriamoci in un paese come il nostro ove la corruzione raggiunge livelli mostruosi cosa sarebbe potuto succedere. A dimostrazione di questo assunto, basti vedere quanto accaduto a Roma per i Mondiali di Nuoto del 2009, con la cricca Balducci-Anemone a prosperare sugli impianti collegati alla manifestazione, o per i Mondiali di Calcio del 1990, quando l’Olimpico fu ristrutturato con un costo finale di oltre 200 miliardi delle vecchie lirette, quando il povero Costantino Rozzi si affannava ad assicurare la stessa operazione ad un quarto della cifra. Ma se da un punto di vista delle strutture, la cosa era lampante, non di meno lo era da un punto di vista della convenienza economica. Le Olimpiadi, non sono mai un affare, per chi le ospita. Lo son  da un punto di vista propagandistico, tanto che ad ospitarle sono spesso paesi in via di sviluppo, come la Cina del 2008. O come l’Italia del 1960, in pieno boom economico e ansiosa di tornare a pieno titolo nella comunità internazionale dopo la disastrosa guerra mussoliniana. Ma in quella Italia, la corruzione ancora era nei limiti, tanto che Roma ancora oggi può godere dei magnifici impianti costruiti all’epoca (oltre all’Olimpico, il Palazzo e il Palazzetto dello Sport). Ripetere quella operazione oggi, sarebbe un suicidio per un paese che taglia le pensioni e fa pagare i ticket dei farmaci, a causa di anni e anni di grassazioni da parte delle tante cricche e di collusioni tra malavita organizzata e politica.

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