Monti e lo sfacelo dei privatizzatori COMMENTA  

Monti e lo sfacelo dei privatizzatori COMMENTA  

Monti vuole dire addio al posto di capo di Governo, gentilmente concesso da sua maestà Napolitano per mettere una pezza allo sfacelo del ventennio berlusconiano.


Lo fa dopo aver colpito nel segno prefisso: ovvero elargire riforme su riforme che stringono il cappio sulle teste dei tanti deboli, che tuttavia numericamente possono garantire dignitosa sussistenza ai pochi eletti. Così, mentre i cittadini soccomberanno, colpiti dai tagli che come metastasi si allargano a macchia d’olio, il regime oligarchico dei danarosi, potrà cambiare volto e nome, ma tale resterà “secula seculorum“.

Bisogna tuttavia ricordare, anzi non dimenticare, che storicamente i sistemi governativi filoliberali ( vedasi i paesi dell’america latina del golpe anni ’70)  si nutrono delle macerie di nazioni  vittime di una guerra, devastate da eventi naturali catastrofici ( tipo i paesi colpiti da uragani o onde anomale)  per cui i loro popoli sono stremati, privi di difese organiche e in cui sono state depotenziate le loro virtù morali e spirituali.


Secondo la scrittrice Naomi Klein,  i governi sfruttano lo schok derivante da tali situazioni come terapia  per sbandierare al meglio il  loro vessillo di   “liberatori” moralisti. In realtà l’intenzione è quella di annichilire le menti e speculare sui disastri.


Da quesa araba fenice poi emergono tutte quelle figure che costituiscono il perverso contorno usurocratico,  attorno al quale proliferano una schiera di untori salvifici senza scrupoli, mentre i cittadini afasici, abulici,” a”tutto non riescono a trovare alternative degne per emergere dallo stato di repressione indotta e dalla loro morte per “decadenza”.
Noi corriamo seriamente il rischio di essere stritolati da un sistema di tale guisa e non ci rendiamo conto, anzi sottovalutiamo o al massimo borbottiamo sull’entità dei rischi, come se essi fossero lontani o riguardassero la sfera privata del nostro  eterno vicino. L’unico modo per liberarci è informarci e partecipare, perchè fino a quando ci nutriremo dell’informazione spazzatura propinata dai classici media e lasceremo che ad agire sia sempre l’altro, subiremo le volontà di chi ci governa.

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Preoccupante è il fatto che su 100 intervistati circa i temi della riforma Fornero,  solo il 20%  sa di cosa si tratta, il50% è sfiduciato, il 30% non ne conosce i contenuti

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