Monti il banchiere e l’appoggio di Moody’s

Roma

Monti il banchiere e l’appoggio di Moody’s

Monti “il banchiereè riuscito ad ottenere daMoody’s, di cui è stato consulente, qualche mese di tregua, affinchè la scure dell’agenzia di rating possa restare sospesa e non cadere a peso morto sull’Italia, provata da una turbolenza che minaccia di materializzare lo spettro del dafault, male comune ad altri paesi della Ue.

L’agenzia infatti è intervenuta in un modo totalmente estraneo alla sua politica sostenendo che l’attuale crisi italiana è destinata ad assestarsi in breve tempo ed avrà conseguenze limitate sul medio o lungo termine riguardo all’affidabilità del paese.

Una cosa è ormai abbastanza chiara: a decretare la salvezza o il fallimento di un paese sono proprio le agenzie di rating, uniche fonti attendibili in grado esprimere giudizi sulle prospettive economiche di un Paese , sulla affidabilità e solvibilità futura dei suoi titoli di Stato.

Il fatto che il probabile successore di Monti, ossia Bersani, ne abbia appoggiato pienamente la politica finanziaria, è stato uno dei punti fermi che ha indotto l’agenzia a dare uno stop ai soliti cinici intenti speculativi.

L’altro fattore determinante è stato invece il passo indietro di Berlusconi che, anche a causa dei dissensi espressi dai colleghi europei, ha affermato che non si ri-candiderà a Palazzo Chigi se Monti accetterà di essere il candidato di un vasto raggruppamento di centro-destra moderato da contrapporre alla sinistra.
Adesso dunque Moody’s i aspetta che il prossimo governo mantenga gli elementi chiave della Legge di Stabilità, altrimenti la scure si abbasserà e colpirà indiscriminatamente il nostro povero paese.

Ergo: o l’Italia mantiene la politica montiana in sua assenza, o dovrà richiamare il premier in qualsiasi modo affinchè si ponga a tutele delle pretese dell’agenzia e dell’euro, magari ricoprendo la carica di super ministro dell’Economia. Solo così infatti la Germania e la speculazione anglofona potranno continuare a lavorare per ridurre debito e disavanzo, realizzando le riforme strutturali (lavoro più precario e più flessibile) e varando le liberalizzazioni e le privatizzazioni delle aziende pubbliche.

Se Moody’s tende una mano all’Italia tuttavia, usa l’altra per tenerla sulle spine, confermando il giudizio negativo (Baa 2) sui Btp decennali dell’Italia e sulle prospettive economiche del nostro Paese.

Poichè la cosa è tenuta in grande considerazione dagli investitori , potrebbe influire negativamente per i loro titoli .
Monti dopo aver ottenuto l’appoggio del Fondo monetario internazionale,ha pertanto assicurato chi il prossimo governo sarà allineato ai diktat europei, con buona pace di chi sperava in un cambio di rotta

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