Monti il rottamatore: «Pdl e Pd sono vecchi». Bersani: «Parla a sproposito. Noi l’unica speranza contro la destra»

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Monti il rottamatore: «Pdl e Pd sono vecchi». Bersani: «Parla a sproposito. Noi l’unica speranza contro la destra»

Mario Monti il rinnovatore. Nonostante i suoi 70 anni ed il fatto di essere alla guida di una colazione composta da volti, quelli di Fini e Casini, tutt’altro che nuovi, il leader di scelta civica si vede come il traghettatore verso un nuovo modo di concepire la politica. Soprattutto se confrontato con i due partiti che rappresentano il dualismo destra-sinistra, cioè il Pdl ed il Pd: «uno fondato nel 1994, non vecchio ma neanche nuovo e uno fondato nel 1921».

«I vecchi partiti non sono in grado di offrire una visione nuova negli interessi dei cittadini come noi della società civile».

Immediata la risposta da parte dei vertici del Partito Democratico: «Ora Monti la smetta. Dire che il Pd è nato nel 1921 offende prima di tutto la sua intelligenza. Anche alla propaganda c’è un limite» ha tuonato su Twitter Dario Franceschini.

«In un anno Monti non ci ha mai trovato un difetto e ora da 15 giorni ce ne trova uno al giorno» ha replicato il segretario del Pd e candidato premier del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, dall’Obihall di Firenze, nell’ambito del comizio elettorale insieme al sindaco fiorentino Matteo Renzi.

«Quella di oggi sul Pd nato nel ‘21 è veramente infelice. Si può dire di tutto ma non ferire un progetto di cui non ha neanche una vaga idea».

Il segretario ribadisce, probabilmente consapevole delle nuova stime di Swg, che vedono il vantaggio sul centrodestra sceso a 5 punti percentuali, l’importanza della sua coalizione per aver ragione del berlusconismo: «Se si cerca il voto utile per battere la destra ce ne è solo uno ed è quello al Pd e all’Italia Giusta».

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