Monti imprime un colpo di acceleratore alla riforma fiscale COMMENTA  

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Mario Monti
Mario Monti

Il Governo presieduto da Mario Monti imprime un secco colpo di acceleratore sulla strada della riforma fiscale. Il nuovo testo sulle misure previste verrà discusso in pre-Consiglio dei ministri già domani, mentre il varo definitivo del provvedimento è previsto per venerdì. Per quanto concerne gli interventi dovrebbe essere varato un doppio binario che prevede da una parte un decreto legge contenente le decisioni urgenti da emanare entro la settimane, dall’altra un disegno di legge per i provvedimenti a più largo respiro. In questo modo, il governo conta di superare il percorso tracciato dalla legge delega avviata dall’ex-ministro Tremonti e di raggiungere una serie di obiettivi ambiziosi: riduzione di tre punti della prima aliquota Irpef (dal 23 al 20 per cento) da finanziare attraverso i proventi della lotta all’evasione fiscale (stimati in 11 miliardi di maggiori entrate, metà dei quali utilizzata per coprire il taglio delle tasse) e interventi destinati a scongiurare il nuovo aumento dell’Iva e il taglio indiscriminato alle 720 agevolazioni fiscali originariamente previste per famiglie e imprese. Per quanto concerne queste ultime, si cercherà di dividere quelle destinate a famiglie e pensionati, da quelle sulle quali si può intervenire. E ancora, nuove entrate sono attese da una revisione degli estimi catastali (in particolare nelle grandi città) e dai tagli alla spesa pubblica sui quali sta lavorando il ministro Piero Giarda. Infine, il provvedimento potrebbe contenere anche l’applicazione dell’Ici sui beni della Chiesa (saranno esentati, giustamente, solo quelli in cui si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale) e l’abolizione dell’Agenzia per il Terzo settore. Grande attesa, c’è soprattutto per il provvedimento che dovrebbe portare l’aliquota più bassa dal 23 al 20%, un provvedimento che ha anche una valenza simbolica dopo gli anni del “meno tasse per tutti” che hanno avuto come risultato solo l’aumento indiscriminato dell’imposizione fiscale e i provvedimenti a favore dei grandi evasori fiscali, logico corollario allo sfondamento dei conti pubblici derivato da una evasione mostruosa, lasciata libera di prosperare.



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