Monti incontra Wen Jiabao: «Cina partner strategico, rafforzare la già ottima collaborazione» COMMENTA  

Monti incontra Wen Jiabao: «Cina partner strategico, rafforzare la già ottima collaborazione» COMMENTA  

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PECHINO – “L’Italia vede nella Cina un’importantissimo partner stragico e intende rafforzare il più possibile la già ottima collaborazione”. Con queste parole il premier Mario Monti ha salutato la delegazione cinese guidata dal primo ministro Wen Jiabao, nella sala dell’assemblea del popolo a Pechino. “Quella di oggi è un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza delle rispettive posizioni e per sviluppare nuovi modi di collaborazione bilaterlali e multilaterali con la grande Repubblica cinese”, ha aggiunto il presidente del Consiglio.


“Io, italiano-europeo profondamente convinto dell’Unione europea, mi batto come fanno i miei colleghi e tantissimi europei perché l’Europa risolva la sua crisi ed è molto avanti nel risolverla”. Così il premier Mario Monti, durante il suo intervento alla scuola centrale del partito comunista di Pechino.

Il presidente del Consiglio ha auspicato che l’Europa sia una “presenza più incisiva sul piano globale”.

“Il mercato considera a questo punto la finanza pubblica italiana in buon equilibrio, tanto è vero che i tassi di interesse negli ultimi mesi sono scesi più velocemente che in altri paesi tanto che lo spread fra titoli italiani e tedeschi è sceso sensibilmente”.

ECONOMIA ITALIANA SOLIDA” – L’ Italia è “un grande Paese manifatturiero” e la sua economia è “solida”. Lo ha affermato il premier cinese Wen Jiabao ricevendo oggi a Pechino il presidente del consiglio Mario Monti.

Il capo del governo di Pechino ha espresso apprezzamento a Monti per le “riforme che ha intrapreso”.

MONTI ABBASSA TONI CON PARTITI MA TIENE PUNTO SU LAVORO
dell’inviato Federico Garimberti
Mario Monti tiene il punto sulla riforma del lavoro, ma decide di abbassare i toni.

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Lo fa stando in piedi fino alle cinque del mattino, nella stanza di albergo che lo ospita a Tokyo, per scrivere una lettera al Corriere della Sera in cui, sostanzialmente, ßloda il senso di responsabilità dei partiti e dei cittadini. Ma non rinuncia a ribadire quello che ormai è il leit motiv del suo viaggio in Asia: l’auspicio che la politica cambi in questo breve lasso di tempo che separa il paese dalle elezioni. Che suona anche un po’ da monito, visto che aggiunge che sono i cittadini, lui per primo, a chiederlo.ßIntanto, tira dritto sul programma di governo e si dice convinto di poter persuadere le forze politiche e le parti sociali sul suo progetto. Una posizione più soft che viene accolta dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani con la necessità di trovare un equilibrio tra ‘tecnici e politici’ per evitare di scivolare in contraddizioni “pericolose”.

Il presidente del Consiglio ripete le sue ragioni ai giornalisti anche prima di andare all’aeroporto di Tokyo per decollare verso Pechino. In Italia è ancora notte e così il premier anticipa i contenuti della missiva. Precisa subito di non voler scaricare la colpa delle polemiche sui media che hanno “correttamente” riportato le affermazioni sul maggior consenso di cui gode il governo, così comé quell’avvertimento che senza riforme l’Esecutivo non avrebbe “tirato a campare”. Nessuna “lost in translation” aggiunge ironicamente citando un noto film che si svolge proprio nella capitale giapponese. Concetti che dunque Monti ribadisce. Però li mette nel “contesto” di un discorso più ampio che rendono “infondato” il dibattito e le polemiche sorte in Italia. Anche perché, dice porgendo il ramoscello d’ulivo ai partiti, “mi dispiace” che le mie parole “abbiano dato un’impressione esattamente opposta a quella che era l’intenzione”.

Chiarisce che a suo giudizio al rinnovamento del Paese hanno contribuito “sinergicamente” il governo, i partiti che “responsabilmente” lo sostengono anche quando prende misure “dure” e sopratutto i cittadini che sono disposti ad accettare sacrifici purché si dica loro la verità, possibilmente in modo “moderato”. Parla del mercato del lavoro, dicendo che intende “persuadere” e “spiegare” per evitare strappi sociali, ma ripete che gli investitori all’estero attendono con ansia l’esito dell’esame in Aula. Parla comunque di “cambiamento politico in atto che lo fa ben sperare”. ß ß ßQualche ora dopo e parecche centinaia di chilometri più in là, a Pechino, il presidente del Consiglio torna sul concetto. Ha appena incontrato il presidente di uno dei più grandi fondi di investimento che ha sede proprio in Cina. Riferisce del colloquio ad una platea di imprenditori italiani e cinesi all’Istituto di cultura. ripete quello che ormai è il suo leit motiv in questo lungo viaggio in Asia.ß”Dall’estero ci viene detto: beh effettivamente l’Italia ci ha sorpreso, ma cosa succederà dopo? Può essere meta di investimenti?”. La sua risposta è naturalmente un sì. ‘Io ci credo che dopo le elezioni prossime del 2013…”, si interrompe. Ha imparato ad essere cauto e ci scherza su. “No, devo parlare con attenzione su queste cose: sicuro che dopo le elezioni torneranno governi politici”. Ma non sarà quella politica che tanti problemi ha creato. Perché quest’anno “cambieràßi comportamenti” nel mondo politico che “si sta rendendo conto che noi cittadini italiani siamo più disposti di quello che si pensava a seguire argomenti pacati che portano anche a conclusioni dure”. ß ßInsomma, aggiunge, “io credo che ci sarà una politica, dopo questa parentesi, che avrà migliorato se stessa”.
(Fonte Ansa)

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