Monti non è a prova di spread

Economia

Monti non è a prova di spread

nullDall’irlandese Cown allo spagnolo Zapatero, dal portoghese Socates, al Greco Papandreu, per finire a Berlusconi. La crisi del debito sovrano sta falcidiando i capi dei governi dei paesi coinvolti. Poco importa se di destra o di sinistra, chi governa quando arriva la crisi ne paga le conseguenze. Il governo stenterà a fare le riforme: la crisi radicalizza elettorato e parlamento. Berlusconi aveva capito che solo l’Europa poteva salvarci e ha lasciato. Pronto a tornare in pista come eroe antieuro. Dopo una generica crisi finanziaria, il partito di maggioranza perde in media il 6 per cento dei consensi. A questo perdita si associa in genere una frammentazione del voto, sai nella coalizione di maggioranza sia in quella di minoranza, che rendi i governi meno stabili e le riforme più difficili.

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