Moody’s persevera e taglia rating a tutto spiano: sale di nuovo lo spread

Economia

Moody’s persevera e taglia rating a tutto spiano: sale di nuovo lo spread

Operatori di borsa
Operatori di borsa

Chi pensava che la poderosa azione del governo Monti sui conti pubblici e gli elogi riscossi dal Premier sulle principali piazze mondiali, potessero servire ad allentare la tensione sui titoli italiani, è purtroppo destinato a ricredersi. A quanto sembra conta molto di più il parere di una agenzia ampiamente screditata come Moody’s rispetto ai fatti inanellati dai professori negli ultimi due mesi. La ormai famigerata agenzia di rating, infatti, ha declassato 114 gruppi bancari europei in 16 Paesi diversi motivando l’operazione con le difficoltà economiche in Europa e la crisi del debito sovrano”. Le banche italiane interessate dall’abbassamento del rating dell’agenzia statunitense sono ben 24, cui fanno buona compagnia 21 banche spagnole, 8 austriache, 10 istituti francesi, 7 tedeschi, 8 danesi, 6 portoghesi, 9 britannici, 5 svedesi, 4 sloveni, 2 svizzeri e una banca per Belgio, Finlandia, Lussemburgo e Norvegia. La revisione del giudizio di Moody’s, sul nostro paese, colpisce anche un gigante come Assicurazioni Generali, declassata da A1 ad Aa3, oltre ad Unipol e Poste portate da A2 ad A3 ed Eni da A1 ad A2.

Le valutazioni negative si estendono anche ad alcuni enti locali italiani, come la regione Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto che sono oggetto perciò di downgrade. La valutazione a lungo termine di Moody’s scende di un posto per Lombardia (A1), per la città e la provincia di Milano (A2), per la città di Firenze (BAA1), la provincia di Firenze e la regione Toscana (A3), la provincia di Torino (A2), la Regione Umbria (A3), il Veneto e la città di Venezia (A3). Per effetto di questa sventagliata di valutazioni negative, lo spread tra Btp e bund tedesco che aveva aperto a 387,84 punti ha toccato un picco a 409,96 punti in mattinata, per poi ripiegare a 396 punti punti base.

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