Morosini: lo struggente saluto di Livorno

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Morosini: lo struggente saluto di Livorno

Sono cominciati presso l’Università di Chieti gli esami sui reperti istologici della salma di Morosini: per l’esattezza il cuore, che è stato asportato dopo l’autopsia, ma l’analisi dell’aorta richiederà tempi lunghi per verificare la leggera malformazione congenita che il dottor D’Ovidio ha rilevato visivamente insieme a “filamenti” presenti nello stomaco del ragazzo e probabilmente dovuti ad un alimento ingerito poco prima della partita fatale. In questi minuti intanto Piermario è già arrivato a Bergamo dove sarà idealmente abbracciato dai suoi concittadini prima del funerale di giovedì. Uno straziante ultimo saluto prima che il popolo bergamasco possa pronunciare il suo nome ogni due settimane varcando i cancelli dello stadio Azzurri d’Italia dove gli è stata intitolata la Curva Sud.

Ma in questi minuti sarà anche terminato l’allenamento più difficile della carriera per un gruppo di venticinque ragazzi, i compagni nel Livorno di Piermario che poco prima delle 15 hanno reso omaggio alla bara dell’amico in una breve ma struggente commemorazione avvenuta in uno stadio Picchi gremito e commosso, con le formazioni del settore giovanile amaranto a fare da contorno e con, in tribuna, anche l’intera rosa dell’Empoli Calcio oltre a vecchie glorie del Livorno, da Enio Bonaldi ad Igor Protti.

Il carro funebre ha percorso lentamente un giro di campo sostando sotto alla Curva Nord, sede della parte più calda del tifo amaranto, e sotto la tribuna centrale.

Prima la benedizione del vescovo Simone Giusti quindi i compagni in lacrime hanno accarezzato la bara ponendo sopra di essa la corona di fiori della società. Il tutto sulle note della canzone preferita da Morosini: “Non è tempo per noi“. Un titolo beffardo che stringe ancor di più il cuore, così come quel carro che a passo lento ha varcato per sempre i cancelli del Picchi. Ciao, Piermario. Il tuo cuore non c’è più, il nostro te lo sei portato via tu.

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