Morte Elena Ceste, la difesa chiede l’assoluzione del marito: ‘La Ceste era una psicotica’ COMMENTA  

Morte Elena Ceste, la difesa chiede l’assoluzione del marito: ‘La Ceste era una psicotica’ COMMENTA  

Chi è Michele Buoninconti, marito Elena Ceste
Chi è Michele Buoninconti, marito Elena Ceste

I legali di Michele Buoninconti, Enrico Scolari e Giuseppe Marazzita, non hanno dubbi: Elena Ceste si è procurata la morte perchè affetta da problemi psichici: ‘Elena Ceste era una psicotica con personalità bipolare – hanno concluso i legali nell’udienza del processo sulla morte di Elena Ceste – una madre esemplare ma incapace di reggere il peso della sua doppia vita, le avventure extraconiugali‘.

Secondo i legali in quel maledetto 24 gennaio 2014 la donna in preda a crisi nervose, fuggì di casa senza vestiti e cadde nel canale del rio Mersa.  La donna poi sarebbe morta per assideramento e malore. Con queste parole i legali di Buoninconti hanno chiesto al giudice monocratico Roberto Amerio che il loro assistito venga assolto perchè il fatto non sussiste.


Nella conclusione, Scolari, ha cercato in tutti modi di frantumare il castello accusatorio costruito dall’accusa rappresentata dal Pm Laura Deodato: ‘Non è vero che il cadavere di Elena Ceste, la mattina del 18 ottobre 2014, sia stato trovato così come lo descrivono i consulenti del pm, cioè come “un soldato sull’attenti”, le braccia parallele al corpo, prono‘. Infatti secondo l’accusa il corpo sarebbe stato custodito in modo tale da essere ben nascosto tra gli arbusti. Una tesi confutata dalla difesa, secondo la quale i rilievi dei carabinieri avrebbero invece dimostrato che il corpo aveva un braccio perpendicolare al corpo, il dorso girato, e anche un gamba divaricata.


Scolari ha anche ‘attaccato’ il lavoro dei periti, mirato solo a dimostrare la tesi dell’accusa senza avere valutato la possibilità di ipotesi alternative all’omicidio del marito, lavorando con ‘deprecabile superficialità‘.

Dopo l’arringa della difesa, i genitori di Elena Ceste, sgomenti, dopo il quadro psicologico dipinto dai legali di Buoninconti hanno commentato amaramente alla stampa: ‘ Se il marito pensava che mia figlia fosse una pazza, perchè non me l’ha restituita? Oggi sarebbe ancora viva..‘.

Adesso il processo proseguirà con la requisitoria del Pm in programma il 4 novembre e dopo seguirà l’attesissima sentenza.

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