Morto in carcere a Livorno. Oggi autopsia e presidio

Firenze

Morto in carcere a Livorno. Oggi autopsia e presidio

Yuri Attinà, 28 anni, è morto mercoledì in una cella delle Sughere, colpito da un malore.
Sarà eseguita stamani l’autopsia sul corpo del giovane. L’esame medico legale sarà eseguito dal dottor Luigi Papi: questo servirà a chiarire le cause del decesso. Secondo i primi accertamenti Attinà sarebbe morto per un malore improvviso che gli è stato fatale.
Massimo Mannucci, sostituto procuratore di Livorno, ha aperto un fascicolo contro ignoti. All’esame medico dovrebbe partecipare anche il consulente di parte nominato dal legale che rappresenta i familiari del detenuto.
Due giorni fa il garante dei detenuti di Livorno Marco Solimano, ha visitato il carcere livornese e ha consultato la documentazione sull’episodio della morte di Attinà. Oggi pomeriggio alle 15 è previsto un presidio di protesta davanti all’ingresso del carcere: a organizzarlo il comitato, battezzato “Verita’ per Yuri”. Come si legge in una nota: “per gridare verità per Yuri e per non lasciare che un’altra morte venga bollata e insabbiata con false e retoriche frasi di circostanza”. Le Sughere, aggiunge il comunicato, sono “un carcere diventato da record per decessi e “suicidi”. Negli ultimi 10 anni sono stati 20 i morti: una carneficina.

Rimane un dato di fatto. Di carcere si muore e questo è a prescindere un altro omicidio di Stato. Uno Stato che non sa tutelare chi finisce in prigione con l’aggravante di dubbi e omissioni”.

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