Morto il piccolo Bradley Lowery, il cordoglio di Defoe

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Morto il piccolo Bradley Lowery, il cordoglio di Defoe

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Bradley Lowery e Jermain Defoe

Morto il piccolo Bradley Lowery, il bambino inglese di 6 anni tifosissimo del Sundeland e di Jermain Defoe, del quale era diventato amico. Il tumore non gli ha lasciato scampo.

Il triste annuncio della madre e il cordoglio del calciatore

Sempre con Defoe

E’ morto il piccolo Bradley Lowery, il bambino di 6 anni affetto da neuroblastoma –un tipo di tumore che colpisce cellule del sistema nervoso –, tifosissimo del Sunderland e che nel marzo scorso era sceso in campo a Wembley per accompagnare per mano il suo idolo, l’attaccante della Nazionale Jemain Defoe, che giocava ancora nella sua squadra del cuore e stava per disputare la partita vincente della Nazionale inglese contro la Lituania, valevole per la qualificazione ai Mondiali. Alla notizia – che non era stata ancora confermata – della scomparsa di Bradley, il calciatore si è commosso, come aveva fatto solo qualche ora prima parlando del suo piccolo fan malato terminale. Nella conferenza stampa tenutasi ieri, giovedì 6 luglio, per il suo ingresso nel Bournemouth, alla domanda sul bambino Defoe ha risposto: “È stato difficile. Ho tenuto tutto dentro per molto tempo. Ho cercato di essere forte per me, per la mia famiglia e ovviamente per la famiglia di Bradley, ma davvero non saprei come esprimere ciò che provo.

Con lui ho una relazione del tutto personale, conoscerlo è stato speciale per me. Lo porterò sempre nel mio cuore”.

L'affetto e la commozione

L’annuncio della morte del bimbo è stato dato dalla sua mamma, Gemma, che su Facebook ha scritto: “Il mio coraggioso bambino se n’è andato con gli angeli oggi alle 13.35 nelle braccia di mamma e papà – nella casa di County Durham dove viveva – e circondato dalla sua famiglia. Era il nostro supereroe e aveva combattuto la battaglia più difficile ma c’era bisogno di lui altrove. Non ci sono parole per spiegare quanto il nostro cuore sia a pezzi. Dormi bene e vola alto con gli angeli”. La storia di Bradley aveva commosso l’Inghilterra e non solo.

Chi era Bradley

Mascotte

Il bambino era malato da quando aveva 2 anni e nella sua giovanissima vita aveva subito diversi interventi chirurgici e cicli di chemioterapia, che purtroppo non sono bastati a salvarlo. Non sono bastati nemmeno quegli 800 mila euro che i suoi genitori avevano raccolto anche grazie all’aiuto dei calciatori inglesi, per fare sottoporre il figlioletto ad una cura sperimentale negli Stati Uniti.

Nel 2014 sembrava che il tumore stesse regredendo, ma nel 2016 ne era sopraggiunto anche uno al polmone e le condizioni di Bradley sono rapidamente peggiorate, soprattutto nelle ultime settimane. Prima di morire, però, il piccolo è riuscito a diventare la mascotte del il Sunderland, a conoscere e a diventare amico del suo calciatore preferito, che era andato persino a trovarlo in ospedale: l’abbraccio di Bradley, che si era praticamente aggrappato a Jemain Defoe, era diventato virale sul web. “Mi ha messo addosso le coperte, voleva solo essere coccolato – aveva raccontato il giocatore sui social – Non voleva che andassi via, l’ho abbracciato e si è addormentato. Sua madre, scherzando, mi ha detto che sarei dovuto rimanere tutta la notte e allora le ho risposto ‘Qualcuno chiami David Moyes e gli dica che non posso giocare nel weekend’. E’ stato speciale”. Ed stato solo l’inizio di una purtroppo breve ma forte amicizia.

Era andato a trovarlo

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