Moscato: “L’intesa raggiunta per la vendemmia 2013 è utile ad affrontare le sfide del futuro” COMMENTA  

Moscato: “L’intesa raggiunta per la vendemmia 2013 è utile ad affrontare le sfide del futuro” COMMENTA  

È stata siglata l’intesa sul Moscato, dopo intense trattative, culminate con l’accordo raggiunto dalla Commissione Paritetica, a notte inoltrata.
“E’ importante che l’accordo sia stato raggiunto per tutelare le aziende in un momento in cui era quanto mai necessario, a ridosso della vendemmia” evidenziano Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, presidente e direttore di Coldiretti Piemonte. L’impegno dell’Organizzazione, di salvaguardare le imprese agricole, ha permesso di ottenere un accordo che nonostante le lunghe trattative, è stato chiuso in tempo utile”.

“L’accordo prevede per il 2013 una resa di 95 quintali per ettaro, con la possibilità di applicazione del meccanismo blocage-deblocage per ulteriori 5 quintali – spiega Roberto Cabiale, presidente Coldiretti Asti e membro di giunta regionale con delega al settore vitivinicolo – . Nello specifico, i 5 quintali di blocage potranno essere sbloccati con il parere favorevole e vincolante delle organizzazioni ed associazioni professionali agricole nell’ambito della Commissione Paritetica, sulla base di apposita richiesta del Consorzio di Tutela corredata di dati oggettivi di imbottigliamento e vendita”.

Guardando al contenuto dell’intesa: il prezzo delle uve è stato fissato a euro 106,50 lordi. Il netto è 104,50 € al quintale: l’accordo prevede un contributo di 1,00 €/quintale per il fondo di parte agricola, di cui 0,70 € sono indirizzati alle associazioni di produttori per la gestione dell’accordo e 0,30 € ai vigneti con difficoltà di coltura individuati dalla Commissione (sorì); inoltre, un contributo, in via del tutto eccezionale, pari a 1 € al quintale sarà destinato al Consorzio che lo riserverà alle attività istituzionali.

Concludono Rivarossa e Cabiale: “Abbiamo preferito mantenere la prudenza nel determinare la resa. La relativa lunga storia di questo accordo insegna che trattandosi di un prodotto con fortissima vocazione a girare il mondo si alternano situazioni di euforia, come le ultime due campagne, a fasi di calma. L’accordo 2013 contiene i presupposti e gli impegni per le parti utili ad affrontare le sfide future sempre più difficili in un clima di concorrenza con prodotti che non hanno il plusvalore del territorio come l’Asti DOCG e della sua qualità,ma cavalcano le mode avvantaggiandosi dell’assenza di regole produttive e quindi di costi inferiori. Il successo è comunque legato alle future decisioni che dovranno vedere coinvolte sempre di più la parte agricola, quella industriale ed il Consorzio di Tutela, sotto ogni profilo”.

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