Moto Gp, Sepang prigioniera dello smog, si spera nella pioggia

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Moto Gp, Sepang prigioniera dello smog, si spera nella pioggia

Salgono, salgono in modo vertiginoso i livelli di inquinamento nei pressi del circuito dove domenica si correrà il penultimo gran premio del campionato del mondo della moto Gp.

Salgono al punto che la visibilità è quella che si ha quando la nebbia si impadronisce della pianura padana nella più triste giornata del più triste mese di novembre del più triste di tutti gli anni. E salgono pure al punto che l’aria si è fatta, in Malesia, quasi irrespirabile.

Questa settimana, per prevenire i rischi derivanti dall’immettere nei propri polmoni l’usuale miscela di azoto e ossigeno addizionata di particolato in enormi quantità, alcune scuole di Kuala Lumpur sono rimaste chiuse e sono stati molti gli abitanti che si sono armati di apposite mascherine protettive. Allo stesso sistema hanno fatto ricorso i primi tecnici giunti sul circuito di Sepang.

Secondo alcuni, è tutta colpa dei contadini che, nelle campagne, bruciano i campi di palma da olio, riempiendo l’aria malese con i loro micidiali residui di combustione.

Per giunta, sembra che laggiù non piova da settimane, perciò il particolato è libero di danzare indisturbato per aria, pronto ad assediare il primo apparato respiratorio gli capiti a tiro.

Se la situazione restasse così, persino la corsa di domenica potrebbe essere a rischio, perché pare davvero che non si veda a un palmo dal naso. Dovizioso, buon per lui, aveva deciso di passare un paio di giorni al mare, in una località a circa 500km dalla pista, dove è infine rimasto intrappolato perché non c’è pilota che si arrischi a viaggiare con una nebbia simile. Ora, se la situazione non cambia, dovrà arrivare a Sepang via terra.

C’è però una buona notizia, nella forma della previsione meteorologica di un po’ di acqua verso la fine della settimana. Un generoso acquazzone spazzerebbe via del tutto la cappa di smog, ma anche una semplice pioggia, dicono, dovrebbe essere sufficiente.

In tal modo, non ci sarebbero più dubbi: a Sepang si correrebbe e, per giunta, sul bagnato.

Un terreno non a tutti gradito e congeniale, come noto, che potrebbe quindi favorire qualcuno e mandare per terra qualcun altro, anche se, quando ci si mette l’acqua, non si sa mai per davvero chi possa essere l’uno e chi l’altro. Di sicuro, però, questa volta bisogna tifare tutti per la pioggia, senza il minimo interesse per la corsa in sé, perché forse, senza pioggia, di corsa si rischia di non parlare proprio.

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