Papa Francesco e Valentino Rossi

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Papa Francesco e Valentino Rossi

Tre punti di penalità sulla patente, che sommati a quello di Misano, fanno quattro in totale. Da regolamento, questo significa partenza dall’ultima fila, senza alcun legame con il tempo di qualifica.

Questa la punizione per Valentino Rossi dopo il fattaccio di Sepang. Questo l’intervento post gara che potrebbe decidere il mondiale. Le immagini sono state molto chiare fin da subito, perché il fatto che la gamba di Rossi avesse colpito la moto di Marquez non è mai stato in discussione. Rivedendole (tante, tante, ma proprio tante volte), si ha l’impressione che sia per primo il casco di Marquez a sfiorare la gamba dell’italiano, ma poco importa. Il fatto è che Valentino Rossi non avrebbe mai dovuto esporsi così. Perdere piuttosto, ma non con questo strascico polemico. Quella di Marquez è stata una provocazione, perché il pilota della Honda ha lasciato passare Lorenzo e ha poi aspettato Rossi per fargli perdere tempo o per sfidarlo dopo le polemiche settimanali.

E Rossi ci è cascato.

Però è anche giusto farsi qualche domanda,

Rossi avrebbe potuto non cascarci? No, perché Marquez gli ha teso una vera e propria trappola: chiunque si sarebbe innervosito, qualcun altro sarebbe finito per terra prima. Non avrebbe dovuto cascarsi, ma questo è tutt’altro discorso.

Marquez cosa ci faceva lì? Lo spagnolo della Honda è fuori dai giochi per la vittoria finale. Poco prima era davanti alle due Yamaha, poi ha fatto in modo di essere in mezzo. Le moto di Rossi e Lorenzo non sono diverse e Marquez è sempre lui. Impossibile non vedere che a Lorenzo è stata lasciata strada e a Rossi no.

Il mondiale è stato deciso in pista? No, perché la sfida Rossi Lorenzo, che si sarebbe verificata se Marquez non si fosse messo in mezzo, non c’è stata. Sarebbe potuto essere uno di quei duelli di cui parlare per i successivi vent’anni, perché sarebbe valso il mondiale.

Lorenzo potrà dire di aver vinto perché è il più forte? No, perché il duello con Rossi non c’è stato e, con ogni probabilità, non ci sarà neppure all’ultimo gran premio.

Parliamoci chiaro: se si vuole andare a prendere il posto di Valentino, prima bisogna batterlo in pista, altro che alleanze fatte in penombra.

Il tifoso imparziale può essere soddisfatto? Intendiamoci. Il tifoso imparziale potrebbe essere quello che ha visto un gran premio di moto gp per la prima volta domenica mattina perché, gli hanno spiegato, Valentino Rossi (che tutti conoscono) e Jorge Lorenzo si giocano il tutto per tutto, l’uno contro l’altro. La risposta è ovvia: no. Il tifoso non ha potuto vedere quello che si aspettava. Ha visto Marquez (che solo gli specialisti conoscono) e, forse, per tutto il tempo della vicenda, si è chiesto: ma perché Valentino non passa, così vedo questo benedetto duello?

Vale giusto la pena, in conclusione, ricordare che “action prejudicial to the interests of the sport” è una delle motivazioni per cui si può essere penalizzati in moto gp (chiedere a Aleix Espargaro per conferma).

Ora tutto finirà lungo l’ultimo circuito, Comunità Valenciana, l’8 novembre. Per vincere il mondiale Rossi dovrà vincere il gran premio oppure arrivare secondo oppure ancora terzo o quarto, ma comunque davanti a Lorenzo.

Nello stesso weekend in cui a Sepang la gara, a Roma invece Papa Francesco richiamava il popolo cristiano a non cadere in una ‘fede da tabella’. “Possiamo camminare – ha detto il Pontefice – con il popolo di Dio, ma abbiamo già la nostra tabella di marcia, dove tutto rientra”.

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