Mourinho o Guardiola? Probabilmente nessuno dei due

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Mourinho o Guardiola? Probabilmente nessuno dei due

Josep Guardiola
Josep Guardiola

Le voci che arrivano dalla Spagna, riguardanti Guardiola e Mourinho, hanno subito scatenato una reazione negli ambienti nerazzurri. Come è ormai noto, Guardiola sembra stia pensando ad un distacco dal Barcellona e all’inizio di una nuova avventura, mentre Mourinho, polemica dopo polemica, vede allargarsi ogni giorno il fossato che sta portando le sue strade a dividersi da quelle del Real Madrid. Naturalmente, i media hanno subito fatto due più due e hanno sistemato sia Guardiola che Mourinho sulla panchina di Ranieri. E pazienza se almeno due di questi tre nomi non potranno dar seguito alle indiscrezioni che ormai girano incontrollate. Se poi si fanno alcune considerazioni terra terra, si capisce molto bene, come almeno al momento, si tratti di semplici speculazioni tese solo a far vendere qualche copia di giornale in più o, al massimo, a preparare la strada agli agenti dei tecnici in questione per spuntare contratti ancora più vantaggiosi, probabilmente in Premier League.

Sia l’uno che l’altro, infatti, per sedersi sulla panchina dell’Inter non potrebbero che pretendere una vera e propria rifondazione. Ma una rifondazione non certo puntata su giovani di valore da far maturare con calma, bensì su atleti in grado di vincere subito. La storia di Mourinho, del resto è questa e lo stesso Guardiola, in questi anni, ha potuto contare su una dirigenza in grado di spendere decine e decine di milioni per prendergli i giocatori reputati adatti al suo modulo di gioco. Al momento attuale, all’Inter, tutto ciò non è possibile. Non tanto per una questione di disponibilità economica, quanto per il fatto che la rosa dell’Inter nel prossimo futuro avrà bisogno di robuste integrazioni. Integrazioni che la nuova politica societaria, in linea col Fair Play finanziario, farà con un occhio al bilancio e l’altro alla carta di identità, il che escluderebbe in partenza acquisti del livello cui sono ormai abituati Mourinho e Guardiola.

E poi, c’è una incognita che nessuno si ostina a considerare, ed è quella rappresentata dal buon lavoro sin qui compiuto da Ranieri. Che è ancora da completare e che, qualora si chiudesse nel migliore dei modi, potrebbe spingere Moratti a tagliare la testa al toro e ad affidargli la guida della squadra anche per gli anni a venire. A conferma del vecchio detto in base al quale tra i due litiganti, il terzo gode.

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