MUOS: Crocetta sospende i lavori COMMENTA  

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Sembra essere trascorsa un’eternità da quando in Sicilia gli americani, o dovrei dire gli Stati Uniti , hanno insediato la loro piccola e innocua base militare a Sigonella, era  solamente 1959. Da quell’anno fino ad oggi ci sono stati diversi avvenimenti di discrepanza tra il governo italiano e quello americano, discrepanze che poi si sono risolte definendo in ultima analisi l’America, un paese amico. Nessuna minaccia dunque per il popolo italiano, o nel caso specifico siciliano. Ma veniamo ad oggi, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, sospende i lavori in corso del MUOS a Niscemi.  Si tratta di  un innovativo sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense, che consente di gestire le varie basi militari statunitensi sparse per il mondo e in particolare i droni, aerei senza pilota, ospitati anche a Sigonella. Crocetta oggi ribadisce che all’accordo per la realizzazione dell’ impianto sono necessari i nullaosta ambientali della Regione sicilia, in assenza dei quali non si può precedere, in quanto la salute dei cittadini è cosa prioritaria. Cittadini che dal 2010 si sono armati in un comitato denominato NO MUOS, che attraverso diverse pacifiche  manifestazioni ha cercato e  cerca di fermare questo mostruoso impianto che, è giusto ricordarlo, sorge nell’antica  riserva naturale Sughereta di Niscemi. Il governo italiano fa silenzio, ma Niscemi e tutta la Sicilia non può fingere di non vedere. Adesso la decisione spetta al Presidente Crocetta, che sostiene verrà presa in base ad altri studi e riscontri ambientali. I siciliani si chiedono quanto valga la loro salute, il loro territorio, rispetto ad un accordo internazionale. Trattasi del  solito dilemma che si presenta da anni, quanto conta la decisione del governo italiano? – se dovesse prendere posizione-  e  per quanto tempo ancora  gli Stati Uniti, in nome della Nato,  possono muoversi nel nostro territorio come se gli appartenesse? Forse qualche accordo andrebbe rivisto, forse il popolo siciliano andrebbe ascoltato.


Castellano Stefania

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