Mutui agevolati per i parlamentari: per la Casta è sempre festa COMMENTA  

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La casa: un problema per molti italiani
La casa: un problema per molti italiani

Naturalmente siamo tornati alla sagra del “passata la festa, gabbato lo santo”, evento in cui sono praticamente imbattibili i politici del nostro paese. Non ci si poteva aspettare altro, da quelli che una collettività sempre più povera deve portare sulle proprie spalle anche in un uno dei momenti peggiori della storia del nostro paese.

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Qualcuno ricorderà come durante la discussione sui tagli al bilancio decisi dal governo Monti per salvare i conti pubblici dissestati da decenni di assalti alla diligenza da parte delle voraci clientele dei partiti, fosse stata adombrata l’ipotesi di far partecipare anche la classe politica agli stessi, con le ridicole, patetiche e offensive proteste della nipotina del Duce, Alessandra Mussolini.

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Del resto le facce di tolla abbondano nel mondo politico, sino a rasentare la vera e propria commedia dell’arte. Ora che sono passati alcuni mesi dalla buriana, sempre i politici hanno deciso che tutto può continuare come prima, anzi, meglio di prima, in fondo basta un po’ di fumo gettato negli occhi di una opinione pubblica distratta dall’affannosa caccia ad un posto di lavoro, ad un finanziamento per la propria pericolante impresa, ad una abitazione da affittare senza farsi cavare un occhio della testa.

O magari ad un mutuo, un’altra di quelle imprese che per i comuni mortali sono sempre più complicate. Per i politici, no, anzi, basti vedere quello che è stato testimoniato dalle telecamere di “Piazza Pulita”, grazie alle quali si è scoperto che deputati e senatori possono permettersi di avere un mutuo ventennale a tasso variabile all’1,57%, mentre ai comuni cittadini viene chiesto il 5%. Una scoperta fatta grazie all’onorevole Franco Barbato dell’Idv, uno che probabilmente ha ancora qualche sussulto di dignità quando si guarda allo specchio, che, con telecamere nascoste, ha ripreso il suo colloquio con i dipendenti della Bnp Paris Bas del Senato, nel corso del quale all’esterrefatto parlamentare venivano presentate vantaggiosissime condizioni economiche che, ma questo è inutile aggiungerlo sono riservate esclusivamente alla Casta, ai dipendenti bancari e altri fortunati amici degli amici.

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Le condizioni necessarie sono quelle di essere cointestatari o subentrare ad un mutuo già acceso. Se la banca, eventualmente, decidesse di concedere un mutuo ventennale il tasso variabile richiesto ad un normale cittadino sarebbe dal 3,30% al 4,50%, mentre a tasso fisso varierebbe dal 6,10% al 6,50%. Questo quando qualche superman riesce ad adempiere a tutte le condizioni capestro poste dalla banca (assicurazione casa integrale obbligatoria da stipulare con la banca, ipoteca sull’immobile, garanzie senza fine, varie ed eventuali). Morale della favola? Noi, i cittadini salviamo le banche, coi nostri soldi, loro, i politici riscuotono il lavoro fatto col sudore della fronte, sotto forma di un mutuo che assomiglia tanto ad un regalo. Di fronte a queste cose, torna sempre ad affacciarsi davanti ai nostri occhi quel personaggio del grande Altan che diceva: “Che paese straordinario l’Italia. A me, basterebbe fosse normale”.

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