My Dying Bride, la recensione di A Map of all our Failure

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My Dying Bride, la recensione di A Map of all our Failure

Nuova release dei My Dying Bride che escono con “A Map of all our Failure” un album in pieno stile con le ultime produzioni della band. In sede d’intervista ho definito questo lavoro come il perfetto punto di congiunzione tra i My Dying Bride degli esordi e quelli del presente. Andrew Craighan è sembrato essere d’accordo. Probabilmente non ascolteremo mai un altro “The angel and the dar river”, che per il sottoscritto non rappresenta soltanto l’album migliore dei Bride ma, un’autentica pietra miliare del genere. Nonostante questo, “A Map of all our Failure” fa la sua bella figura ed è certamente un buon album. Gli ingredienti sono, sostanzialmente, quelli cui i Bride ci hanno abituati fin dai primi anni 90 quando, la scena death doom era in forte fermento. Brani lunghi, lenti, oscuri e pesanti. Una melodia malata, sofferta, esasperata con quel tocco di teatralità che da sempre contraddistingue le performance del cantante Aaron Stainthorpe.

L’episodio migliore dell’album, a mio avviso, è rappresentato da “The Poorest Waltz” che da oggi entra ufficialmente nella mia personale lista dei migliori brani dei My Dying Bride. Se avete sempre amato la Sposa Moribonda, “A Map of all our Failure” non vi deluderà.

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