Naike Rivelli contro Striscia la Notizia: Antonio Ricci non paga i servizi

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Naike Rivelli contro Striscia la Notizia: Antonio Ricci non paga i servizi

Naike Rivelli contro Striscia la Notizia Antonio Ricci non paga i servizi
Naike Rivelli contro Striscia la Notizia Antonio Ricci non paga i servizi

Naike Rivelli si scaglia contro il programma satirico Striscia la notizia, in quanto Antonio Ricci, il papà della trasmissione, non paga i servizi.

Naike Rivelli si scaglia contro Striscia la notizia e il suo creatore, ovvero Antonio Ricci, in quanto a suo dire, non pagherebbe i servizi.

Ecco il post della Rivelli in riferimento a Striscia e ad Antonio Ricci.

“Buongiorno Antonio Ricci e tutta la redazione del mitico e unico programma.. sincero! La Voce degli Italiani!! I paladini della Giustizia…Striscia Striscia… striscia La mamma ed io, non abbiamo bisogno di avvocati.. c’è la polizia postale per queste defaillance … abbiamo solo desiderio di essere risarcite e parlarne liberamente in pubblico… Oh Grande Antonio…. che RISPONDI”

Proprio con queste parole, la figlia di Ornella Muti, mostra tutta la sua rabbia nei confronti di Striscia la notizia e di Ricci per aver violato e pubblicato delle immagini di sua proprietà, violando la legge sul copyright, i cosiddetti diritti di autore.

Ovviamente, un post al vetriolo per lei contro la celebre trasmissione di Canale 5.

Il motivo della rabbia di Naike

In base al post scritto da Naike, sembrerebbe che il tg satirico di Striscia la Notizia abbia usato delle immagini e video, in seguito a un servizio mandato in onda, della figlia della Muti. Il problema è che il programma satirico non ha chiesto il permesso alla figlia della Muti per usare quelle immagini e quei video che non sarebbero stati neanche pagati. Per questa ragione, Naike ha deciso di scrivere un post in cui racconta quanto successo e la sua verità.

Naike Rivelli si scaglia contro il tg satirico di Striscia la notizia, in riferimento a una immagine, una foto che la stessa Naike avrebbe scattato. La foto in questione si riferisce alla madre, Ornella Muti, fotografata senza veli quando era in ospedale. Nella foto si vede Ornella Muti nuda, mentre alcune infermiere la aiutano a prepararsi, dal momento che lei si è rotta il braccio.

La stessa foto con il video è stata pubblicata dalla figlia della Muti e messa on line.

La foto e il video sono finiti su Striscia la notizia e ora la Rivelli ne chiede il risarcimento e vuole che sia pagato il servizio svolto.

Ecco un altro post molto duro che ha pubblicato:

Vince il Tapiro Antonio Ricci e il suo team. Spero rotolino le teste dei conduttori. Mandare in onda servizi altrui senza pagare i diritti di copyright non rispettando il lavoro altrui… Predichi bene ma razzoli male, quando carinamente e umilmente chiamo per il mio compenso di copyright sul servizio fatto da me e per legge solo riproponibile su rete, mi hanno risposto: vai a fare causa a Piersilvio. Visto vi siete tutti schierati per i diritti delle donne italiane, io sono mezza italiana… Che vogliamo fa’? Mafia mafia mafia televisiva. Tutti fanno come ca**o vogliono ma fingono di essere paladini della giustizia e poi ti cagano in testa appena alzi un dito.

Insegni rispetto e poi ne manchi a me.

La difesa della Rivelli

La Rivelli continua ad essere arrabbiata contro il tg satirico. Inoltre, la Rivelli ricorda anche il rapporto di affetto e stima maturato con Antonio Ricci ai tempi di Paperissima Sprint. Una battaglia che potrebbe portare alle vie legali.

La Rivelli continua ribadendo il suo lavoro e quello che fa:

Vorrei chiarire bene un concetto: faccio l’attrice la modella la fotografa e la creativa per marche e brand non indifferenti. Vivo di questo. Guadagno da vivere con le mie foto i miei video e i miei sponsor. Tutti pagano i diritti delle mie foto e i miei video. Anche Barbara D’Urso, i quotidiani e le riviste gossip. Pagano quando pubblicano fuori dalla rete. Ciò che viene messe sui social può solo essere riprodotto in rete: no su carta ne in tv. Questi sono diritti. Non importa se piace o no, se si è d’accordo o no.

È la legge punto. Va rispettata, specialmente da quei programmi che sostengono di essere i paladini della verità e dei diritti degli italiani.

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