Napoli: estorsione aggravata. Tre arresti grazie alle intercettazioni
Napoli: estorsione aggravata. Tre arresti grazie alle intercettazioni
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Napoli: estorsione aggravata. Tre arresti grazie alle intercettazioni

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Blitz della polizia a Napoli. Grazie a numerose intercettazioni, sia telefoniche che video, sono stati arrestati oggi a Villaricca, in provincia di Napoli, tre persone: Walter Mallo, 28 anni, ritenuto il capo dell’omonimo gruppo criminale operativo nel Rione Don Guanella a Napoli, Vincenzo Denise, 25 anni affiliato allo stesso clan, Domenico Cacciapuoti, 27 anni, esponente di spicco del sodalizio camorristico Ferrara-Cacciapuoti, che opera proprio a Villaricca, e nipote del capo clan Luigi.

Le accuse

I tre -Mallo, Denise e Cacciapuoti- sono ritenuti colpevoli di: estorsione aggravata ai danni del titolare di un esercizio commerciale di Villaricca. Nei loro confronti gli uomini del Gico della Polizia Tributaria di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip su richiesta della Procura partenopea.

I precedenti

Già un anno fa, Walter Mallo -che ricordiamo essere uno dei boss più pericolosi dei gruppi di giovani camorristi, che operano nel territorio di Napoli- era stato arrestato insieme a Vincenzo Denise, con l’accusa di associazione di tipo mafioso e di detenzione e porto illegale di armi, aggravate dall’aver agito per finalità mafiose.

Questo arresto fu molto importante poichè permise ai militari di fermare sul nascere una faida di camorra che stava mietendo sempre più vittime a Napoli.

A causa di questi continui arresti, ad ottobre, il clan capeggiato da Carlo Lorusso (ora collaboratore di giustizia), ordinò l’uccisione del Mallo, il boss avrebbe addirittura ordinato al killer di “tagliargli la testa e metterla in un water da esporre nel rione Don Guanella.” Il progetto però non fu portato a termine, e il nuovo arresto del giovane boss di Napoli, potrebbe portare ad una nuova faida all’interno delle cosche del napoletano. Già una volta Mallo ha rischiato di pagare con la vita le sue “intemperanze“, forse in questo momento il carcere è il posto più sicuro per difendersi da nuovi attacchi.

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